I Comuni in ritardo pagano il 16 ottobre

di Vindice Lecis wROMA I contribuenti delle città che non hanno approvato le nuove aliquote, pagheranno la Tasi il 16 ottobre, con le aliquote che i comuni stabiliranno entro il 31 luglio. L'annuncio di Piero Fassino, presidente dell'Anci e sindaco di Torino, scioglie in parte il grumo di incertezza attorno al tributo che i cittadini dovranno pagare per i cosiddetti servizi indivisibili erogati dai Comuni (illuminazione pubblica, cura del verde e altro). Per il sindaco di Torino, lo Stato dovrà comunque anticipare i soldi ai Comuni che non incasseranno la Tasi a giugno. Fassino spiega che la data del 16 settembre per la proroga era troppo ravvicinata e così il ministro dell'Economia ha deciso di fissare la scadenza per il 16 ottobre. Ha anche escluso che la Tasi costerà più della vecchia Imu sulla prima casa: «Su questo fanno fede le aliquote. L'Imu era minimo al 4 per mille, e mediamente si arrivava al 5 o al 6. Ora la Tasi minima è 2,5 per mille che può essere incrementata al massimo al 3,3 per mille. E' evidente che sulla prima casa si spende di meno». Tuttavia alcuni studi, come quello della Uil, hanno dimostrato che in non pochi Comuni il conto sarà più salato. Comunque la proroga del pagamento della Tasi non piace al Codacons: «Deve valere per tutti i cittadini» altrimenti «saranno inevitabili le azioni legali e i ricorsi da parte dei contribuenti». L'associazione ha inviato una formale diffida a Renzi e al ministro Padoan chiedendo di non introdurre scadenze diversificate sul territorio e posticipare la scadenza per tutti i cittadini a ottobre. D'altra parte, calcola la Cgia di Mestre, sul patrimonio immobiliare italiano (case, uffici, negozi, capannoni) grava un carico fiscale che nel 2014 raggiungerà i 52,3 miliardi di euro con un incremento rispetto al 2013 del 5,4%. Più nel dettaglio, la Confcommercio apre un nuovo fronte e punta il dito contro la Tari (tassa sui rifiuti). «Per un ristoratore con un locale di più di 200 metri quadri la tariffa potrebbe aumentare nel 2014 del 570% rispetto a quanto pagato di Tarsu nel 2013. Non solo: lo stesso ristoratore dovrà anche fare i conti con un aggravio del pacchetto Imu+Tsi che oscillerà tra il 7,5% e il 50%. Al titolare di un negozio di 100 metri quadri potrebbe andare anche peggio con un aumento della Tari del 650% a cui c'è sempre da aggiungere quello della Tasi. Mentre un bar di 100 metri quadrati vedrà la tassa sui rifiuti aumentare del 314%». Sulla Tasi entra in fibrillazione il Nuovo centrodestra, il partito di Alfano che partecipa al governo col Pd e Sc. «La tassazione sugli immobili residenziali e produttivi da parte dei Comuni deve essere moderata, sostenibile da famiglie e piccole imprese tale da non deprimere ulteriormente il mercato immobiliare» chiede Maurizio Sacconi. Che alla fine tuona: «Il Ncd pretende che il governo imponga un tetto alle aliquote pena la crisi della coalizione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA