Errani sogna l'impresa Il Foro Italico è con lei

di Paolo Rossi wROMA Chi l'ha detto che il 17 porta sfortuna? Non di certo a Sara Errani che, il 17 maggio 2013 ottenne la sua prima semifinale a Roma, e quest'anno - nello stesso giorno - si è presa con forza la finale degli Internazionali di Roma 2014 rafforzando la sua storia sportiva (già finalista al Roland Garros e Top Ten). Ha commosso il pubblico, ha scritto una nuova pagina, 64 anni dopo (sebbene nel 1985 Raffaella Reggi vinse il torneo, disputato però a Taranto in tono minore rispetto ai fasti attuali) Annalisa Ullstein Bossi. Ha commosso ed entusiasmato tutti, perfino Nole Djokovic che, incrociatola negli spogliatoi (stava andando a giocare la sua, di semifinale) ha preso a urlarle giocosamente «Sara! Sara! Sara!», dimenticando per un momento che aveva battuto una sua connazionale, Jelena Jankovic. Ma il grande Nole (in finale anche lui, oggi) per l'Italia da sempre ha un debole: «È la mia casa, dopo la Serbia». Una finale conquistata con pieno merito: «Sapevo di dover giocare punto su punto, di non pensare a quanto mancasse per finire l'incontro, ma di essere concentrata game su game. Fin dall'inizio ho giocato tranquilla perché è una giocatrice forte, ma non tira pallate da non farti giocare. Ci avevo già giocato a Istanbul al Master: non ti regala niente, ma ti fa giocare. È quello che ho fatto e per fortuna è andata bene» ha detto dopo, ringraziando ancora i tifosi del Centrale. «Sono arrivata in finale a Parigi, ed è stato qualcosa di inaspettato. Ma qua c'è stato qualcosa di incredibile: il pubblico ha giocato un grosso ruolo, non mi era mai successo di sentire la gente così vicina. Dovevo sforzarmi per non lasciarmi trasportare dall'esaltazione degli appassionati. È un pubblico capace di metterti i brividi. Ho dovuto cercare di essere brava per restare concentrata sul gioco e non farmi prendere dall'euforia». Oggi, alle 13,30 (diretta tv su Supertennis) la sfida contro Serena Williams. «Cosa volete che vi dica? Se lei gioca al cento per cento ci sarà poco da fare, ma se non lo fosse io cercherò di approfittarne, non lascerò nulla di intentato». Sarà comunque un Errani day, considerato che dopo la finale ritornerà in campo per disputare quella di doppio insieme a Roberta Vinci. Comunque vada, un piccolo rammarico c'è, ed è di tipo filosofico però: «Per i maschi ci sono molti più tornei sulla terra rossa, specialmente in Sudamerica. Noi donne possiamo giocarne solo uno ogni sei mesi. Io gioco solo tre tornei sulla terra, sono veramente pochi e non mi sembra giusto che spariscano sempre di più, ma dipende dalla Wta». Alle 16 il Foro Italico si farà infine bello per il titolo maschile, e come sempre sarà un affare tra Rafa Nadal e Nole Djokovic. Restano loro gli attori più autorevoli della kermesse romana, sebbene quest'anno abbiano faticato per arrivare fino in fondo. Il serbo ha ricordato come «sulla terra rossa questo è il mio secondo torneo: a Montecarlo mi sono fatto male al polso e ora sono felice di aver vinto partite molto dure». E Nadal che, dopo due rimonte, ieri sera ha domato il bulgaro Dimitrov. ©RIPRODUZIONE RISERVATA