Senza Titolo

SELVAZZANO A novembre, il geometra dell'ufficio tecnico del Comune di Spinea Claudio Vianello dovrà rispondere davanti al giudice monocratico dell'accusa di falsa testimonianza: sullo sfondo una vicenda giudiziaria vecchia di 14 anni, quella per l'arredo della biblioteca comunale di Spinea. Così ha deciso ieri il giudice per le udienze preliminari Antonio Liguori, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Alessia Tavarnesi, che ha chiesto il rinvio a giudizio di Vianello per una sua dichiarazione nel corso del processo a carico di Mario Raniolo (ex dirigente dei Lavori pubblici di Spinea) e di Antonella Agnoli (allora direttrice della biblioteca comunale), infine assolti dall'accusa di aver truccato il bando per l'assegnazione degli arredi della biblioteca. A vincere la gara da 416 mila euro era stata la Elvis dell'imprenditore di Selvazzano Giuliano Bastianello, ma la Harmonie di Bolzano aveva presentato ricorso. Il Tar lo aveva accolto, riammettendola alla gara che poi si è aggiudicata. Nel novembre 2001, il Consiglio di Stato cancellava la decisione dei giudici veneti, restituendo l'aggiudicazione alla Elvis, che inviava una diffida al Comune. Al processo, Vianello avrebbe dichiarato che alla data dell'arrivo delle diffida ricevuta a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, gli arredi della biblioteca erano già arrivati. «Al mio cliente viene contestato di aver dichiarato nel corso del processo di aver visto la bolla di consegna degli arredi, ma nel corso del processo il geometra Vianello ha affermato esattamente il contrario», commenta l'avvocato difensore Paolo Ciatara, «ovvero che quella bolla non l'aveva mai vista». Bastianello si è costituito parte civile con l'avvocato Todesco. (r.d.r.)