«Senza diritti d'autore artisti meno liberi dalle multinazionali»

di Michele Bugliari wMESTRE Il grande Gino Paoli con il pianista jazz Danilo Rea si esibirà stasera alle 21 al Teatro Toniolo di Mestre con il "Due come noi che… Tour". Sarà recuperata così l'esibizione del 3 aprile rinviata a causa di un'indisposizione del padre della canzone italiana d'autore. Gino Paoli si racconta prima dello spettacolo. Parla di sè, delle sue canzoni, delle donne e anche di politica. Nel brano "67 parole d'amore" con la frase «bella come un uomo che piange» lei ha distrutto i luoghi comuni della cultura machista. «Ho sempre pensato che il machismo sia un segnale di debolezza del maschio. Più uno è macho e meno è uomo». Lei spesso ha parlato del canto come un mezzo di conoscenza interiore. «Effettivamente più impari a muoverti col mezzo del canto e più viene fuori in modo spontaneo il tuo io». Lei ha scritto: «Fare il mio mestiere significa realizzare la mia vita, costruendo prodotti e attrezzi utili a me e agli altri uomini». «Scrivere canzoni è un servizio per l'umanità. L'artista deve servire agli altri». Sua è la frase: «Gli amori importanti quando cominciano non finiscono più, continuano sempre». «Se una persona tu l'hai amata, la amerai tutta la vita. E se dopo non la ami più, vuol dire che non l'hai amata nemmeno quando ci stavi insieme. Io sarò stato fortunato ma ho incontrato solo donne straordinarie». Con "Questioni di sopravvivenza", lei ha parlato dell'importanza dei difetti dell'amata. «Quelli che tu ritieni essere i difetti in una donna poi scopri che sono i lati che ami di più perché ti danno allegria». La sua canzone per lei più importante? «Con il mezzo, che siano le parole o le note, tu tradurrai un'emozione, ma dipende quanto ti avvicini alla suggestione originaria. La canzone che è più vicina a quello che avevo in testa quando l'ho scritta è "Sassi"». A settembre lei e Ornella Vanoni compirete 80 anni, li festeggerete con un concerto insieme? «Questo è sulle ginocchia degli dei, vedremo». Lei è uno dei pochi autori italiani ad avere sfondato in America. «La cosa che mi ha sconvolto di più è stata una lettera di Hoagy Carmichael, autore di "Stardust" e "Georgia on my mind", in cui diceva: "Senza fine" è una canzone bellissima che avrei voluto scrivere io». Qualche anno fa lei fu il testimonial della Fiat, oggi lo rifarebbe? «Penso di no perché in fondo quello che fa Marchionne non mi piace». A suo tempo lei lanciò l'allora giovane Lucio Dalla. «Ero rimasto affascinato dalla sua personalità e mi sembrava giusto che lui trovasse un mezzo con cui esprimersi, per diventare un numero uno». Ora lei è presidente di Siae. «La Siae viene molto attaccata da chi, come le multinazionali della musica, vorrebbe che il diritto d'autore non ci fosse più. Questo significherebbe rendere schiavi gli autori. Ho deciso di prendermi la mia dose di rogne per difendere una delle cose più importanti della mia vita, l'amante che non ho mai tradito: la libertà». Che effetto le fa vedere Grillo leader politico? «Beppe è un amico. Penso che lui sia in buona fede e creda in quello che fa. Non mi piace come lo fa però. Questo è un affare suo, non mio». E Renzi? «Renzi nel momento in cui è arrivato ad essere Presidente del Consiglio gli hanno puntato tutti i fucili contro. Io non sparo addosso alle persone, prima di sapere quello che fanno. Voglio vedere quello che farà e in base a questo lo giudicherò». Oggi un novello Gino Paoli riuscirebbe ad avere successo? «No, non riuscirebbe a farcela perché anche Gino Paoli ha bisogno di avere qualcuno che creda in lui. Oggi nel panorama dei discografici la passione è sempre più rara. Si salva solo Caterina Caselli che potrebbe essere l'unica possibilità per un novello Gino Paoli». I biglietti (da 40 a 45 euro più diritti di prevendita) possono essere acquistati al botteghino del Toniolo e attraverso Vivaticket e Ticketone. I biglietti acquistati per il 3 aprile rimangono validi per la nuova data.