Allarme morbillo Registrati nuovi casi e si teme l'epidemia

di Giusy Andreoli wVIGODARZERE Anche la madre del diciottenne, dimesso dall'ospedale la scorsa settimana, ha contratto il morbillo e domenica è stata a sua volta ricoverata all'ospedale di Camposampiero, nello stesso reparto di degenza del figlio. I casi di morbillo aumentano e si comincia a parlare di epidemia a tutti gli effetti. Perché nell'istituto superiore di Padova frequentato dal diciottenne, dove con tutta probabilità il giovane ha contratto la malattia, nel frattempo si sono verificati altri due casi di morbillo. Gli studenti contagiati salgono così da 4 a 6; tutti i ragazzi in questione, va precisato, per libera scelta non erano stati vaccinati. La donna ricoverata, 51 anni, dipendente di una ditta di Campodarsego, già da sabato scorso aveva avvertito gli stessi sintomi accusati dal figlio. Il giorno successivo il forte senso di malessere l'ha convinta a rivolgersi al Pietro Cosma. «Il ricovero è avvenuto domenica 11 maggio nel reparto Medicina», dichiara il direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica Anna Pupo. «La signora ci aveva assicurato di avere già contratto la malattia da bambina, ma poi le sono insorti i classici sintomi del morbillo come febbre elevata, esantema, rinite, congiuntivite importante, adenopatia, accompagnati da mucosite orale e bronchite». L'Usl 15, per contenere l'epidemia, ieri ha contattato la ditta dove lavora la ricoverata per morbillo e ha fatto pervenire a tutti i dipendenti una lettera avvertendo del rischio per loro e le loro famiglie e invitandoli a verificare la necessità di una vaccinazione. Sempre ieri l'azienda sanitaria ha inviato una seconda lettera ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta dell'Usl 15 Alta Padovana, circa 250. Nella missiva si invita a tenere presente la possibilità di malattia morbillosa in pazienti che manifestano una condizione febbrile importante accompagnata da altri sintomi riferibili a questa malattia, con anamnesi negativa per morbillo o mai vaccinati. Ai medici di famiglia è stato chiesto inoltre di ricordare l'importanza della vaccinazione a tutte le persone nate dopo il 1960 che risultano non protette, in sintesi mai ammalate e mai vaccinate. «L'azione di informazione sui rischi di contagio deve essere tempestiva», avverte il direttore generale dell'Usl15 Alta Padovana Francesco Benazzi. «I rischi per la salute delle persone adulte sono importanti e per questo bisogna intervenire al più presto con una vaccinazione per scongiurare il propagarsi della malattia. Da qui la decisione di informare anche i medici di famiglia». L'allarme morbillo, insomma, non è rientrato ma sta dilagando a macchia d'olio e si teme un'epidemia in tutta la Regione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA