Alitalia, intesa vicina con Etihad

ROMA Lo scoglio più grosso, quello del debito, che con il nodo occupazionale rappresenta l'ostacolo maggiore nella trattativa con Etihad, sembra avviato a soluzione e dopo il vertice a Palazzo Chigi di ieri, secondo fonti di governo, si sarebbe molto vicini a un accordo con le banche. Per questo ora è necessario non lasciare cadere l'opzione offerta dalla compagnia di Abu Dhabi e chiudere la trattativa. Possibilmente rispondendo alla società emiratina già questa settimana. Questi i temi dell'incontro che l'a.d. di Alitalia Gabriele Del Torchio, il presidente Roberto Colaninno e i soci bancari, hanno avuto a palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio e, in collegamento telefonico con il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. Rappresentanti del governo che hanno invitato i vertici di Alitalia ad «andare avanti con la trattativa e chiudere con Etihad», perché è «una grande opportunità». Nei prossimi giorni - ha spiegato Palazzo Chigi al temine dell'incontro - «ci saranno nuovi importanti contatti tra le due compagnie». Ancora qualche limatura dunque, ma l'accordo con gli istituti sulla rinegoziazione del debito dovrebbe essere in dirittura d'arrivo. Insomma, al 90% le richieste arabe verrebbero soddisfatte, mentre si lavora ancora per mettere a punto un meccanismo di garanzia per i sacrifici che vengono chiesti agli istituti creditori. Poi saranno convocati i sindacati, per trovare una soluzione al problema degli esuberi. Etihad avrebbe chiesto di rinegoziare un minimo di 400 milioni (ma potrebbero arrivare a 565 i se si aggiunge la nuova finanza versata ad inizio anno), attraverso la cancellazione o la conversione in equity. Per andare incontro ulteriormente alle richieste di Etihad, che vorrebbe garanzie sulle pendenze passate della compagnia aerea italiana, Alitalia ha anche messo a punto la proposta di costituire una newco, dove far confluire business e attività e dove far entrare il partner emiratino con una quota del 49%, con un investimento di circa 560 milioni. Debiti e contenziosi pregressi, insieme agli esuberi, resterebbero invece nella old Alitalia. Ma non è detto che tutti i debiti restino in capo alla holding. «Siamo un Paese industriale e a vocazione turistica: il trasporto aereo è fondamentale: non disperderlo e non regalarlo a zero euro a chi ha scommesso sul fallimento», ha detto Lupi, senza precisare di chi parlasse.