«Ora la Moretti ammette la cena Simonetto-Maltauro»

VICENZA Non si placa la polemica tra Enrico Cappelletti, senatore M5S e Alessandra Moretti, capolista Pd alle elezioni europee. Il motivo? La Moretti ha partecipato ad una cena elettorale organizzata da Franco Simonetto, cognato di Enrico Maltauro, e presidente del colosso delle costruzioni al centro dell'inchiesta Expo di Milano e i grillini gridano allo scandalo. «Finalmente l'onorevole Moretti ammette di aver partecipato alla cena con lo scopo di raccogliere "fondi" per finanziare la sua campagna elettorale: ma secondo lei in cambio di che cosa gli imprenditori dovrebbero "finanziarla"? Di cosa si occupano questi imprenditori? Operano forse nel settore dell'edilizia? Di sicuro sappiamo che il dottor Simonetto è noto per essere il deus ex machina della Maltauro spa e che, come prima operazione dopo l'arresto del cognato Enrico, lo ha estromesso da "amministratore delegato" dichiarando che, secondo lui, usava fondi propri per  le spartizioni degli appalti e che rischiava la galera per permettere all'azienda di restare nel mercato. Francamente il contesto  in cui il convivio si è tenuto e  la presenza di altri imprenditori, fa supporre che l'intreccio tra politica e affari sia, in questa fase, predominante. La verità è che il sistema dei partiti e dei loro candidati, oltre che il finanziamento pubblico, che il M5S ha puntualmente restituito, utilizza le proprie "amicizie" per sovvenzionare dispendiose campagne elettorali. L'on. Moretti si preoccupa per le sorti della Maltauro spa e non si preoccupa, invece, del costo delle opere pubbliche in Italia che, rispetto all'Ue, vengono pagate il 30% in più», conclude Cappelletti. La Moretti si è difesa sostenendo che «Simonetto ha organizzato la cena a titolo personale e non come presidente di un gruppo ma come commercialista, come professionista. Assieme a lui c'erano altre personalità, altri imprenditori, che hanno deciso quella sera di conoscermi. Io non sono una miliardaria come Beppe Grillo o come Silvio Berlusconi, quindi, le mie campagne le auto-finanzio con un sistema molto trasparente e grazie all'apporto di chi vuole contribuire. Sono cifre abbastanza piccole e tutto viene rendicontato. Ho fiducia nelle persone che frequento. Io mi auguro che si faccia chiarezza in fretta, è un'azienda importante del territorio, l'Expo è una vetrina straordinaria per l'Italia che non può essere macchiata da vicende gravi di corruzione. La Magistratura faccia il suo lavoro e lo faccia velocemente».