PER RENZI CREDIBILITÀ IN GIOCO

di ANDREA SARUBBI «Non ho mai creduto nella diversità etica del centrosinistra», diceva nel 2011 il sindaco di Firenze, percepito a quei tempi come un rompiscatole in carriera e mal sopportato dai vertici del suo stesso partito. E così, mentre il segretario di allora portava la croce dell'inchiesta su Penati, Renzi cantava: chiedeva all'ex presidente della Provincia di Milano di rinunciare alla prescrizione e di dimettersi da consigliere regionale, e al Pd intero di dimostrare che «la differenza è fra chi scappa davanti ai giudici e chi si difende». A PAGINA 2