Pavin: «Citta, realtà invidiata da tutti»

di Federico Franchin wCITTADELLA Ha visto la partita in curva insieme ai tifosi e alla fine ha gioito. Giancarlo Pavin è ancora emozionato per il sabato speciale vissuto a Trapani. «Con questo gesto ho voluto ringraziare quel gruppetto di tifosi che è sceso fino in Sicilia», racconta il vicepresidente del Cittadella. «Visto che in panchina ci è andato il presidente, allora ho deciso di seguire i nostri supporters e di guardarmi la gara in loro compagnia. È stata una bella esperienza e ho potuto fumare il mio toscano senza che nessuno mugugnasse. Ho tifato, mi sono lasciato coinvolgere. Sono stati tutti molto simpatici. Mi ha fatto sorridere il finale di partita, perché ho dovuto anch'io aspettare un bel po' prima di abbandonare la tribunetta. Solo l'intervento di un dirigente ha fatto sì che potessi uscire prima dei nostri tifosi». Pavin, visto che ha portato bene, domani sera contro il Palermo la rivedremo tra il pubblico? «Se non ci saranno problemi, penso proprio di sì. Andrò a fare compagnia ai tifosi in Gradinata Est. È bello coinvolgerli e farli sentire importanti. Poi sono tutte persone che hanno una grande stima di me». A Trapani il Cittadella ha giocato l'ennesima grande partita: si aspettava una prestazione simile? «Abbiamo avuto molte conferme e dato continuità ai risultati. La squadra ha trovato gioco e forma fisica. I ragazzi ci hanno messo ancora una volta tanta buona volontà e alla fine sono emerse le loro qualità. Abbiamo dimostrato di esserci». Da sabato siete, per la prima volta dopo tanti mesi, fuori dalla zona calda. Cosa si prova adesso? «È ovvio che si stia bene. Noi ci abbiamo sempre creduto e non abbiamo mai preso in considerazione la retrocessione. Abbiamo avuto un periodo nero e in quei momenti ha influito tanto la paura determinata dai risultati che non arrivavano. Si è ritrovata la serenità e i risultati sono giunti grazie ad una grande forma atletica ed al cambio di modulo. Con Djuric abbiamo fatto meno fatica ad andare in rete. Stiamo raccogliendo quello che ci spetta e il merito è di Marchetti e dell'abilità tecnica di Foscarini». A suo avviso, quanti punti dovete raccogliere nelle ultime 4 partite per salvarvi? «Non saprei. Dico solamente che bisogna farne il più possibile. Dipenderà molto dalle motivazioni delle avversarie che affronteremo. Si deve rimanere concentrati e, a salvezza matematica raggiunta, allora potremo festeggiare. La nostra forza in questo momento è la grande tranquillità che aleggia nell'ambiente». Che cosa si aspetta domani sera contro il Palermo? «Speriamo di centrare un'altra grande impresa. Il Palermo non verrà di certo a Cittadella a regalarci la partita. Anzi, se sarà al top, per noi diventerà durissima. L'augurio è che i giocatori sentano ancora i postumi dei festeggiamenti per la serie A raggiunta. In ogni caso il Cittadella deve farsi valere. In questo momento la squadra non ha paura di nessuno». Dovesse arrivare l'ennesimo miracolo-salvezza, il Cittadella ripartirà anche l'anno prossimo dal duo Marchetti-Foscarini? «Per loro le porte sono sempre aperte, anzi, fosse per me, Marchetti e Foscarini potrebbero restare in eterno. La fiducia nei loro confronti è tanta e anche i tifosi, a parte qualche mugugno, la pensano come me. Prima di parlare di fattori tecnici, l'importante è che si possa rappresentare il paese in serie B anche l'anno prossimo. Siamo una realtà invidiata da tutti, che vuole conservare a lungo questa categoria». ©RIPRODUZIONE RISERVATA