Serena non molla: «Così li voglio anche contro il Cesena»

dall'inviato a CROTONE Il Padova non molla, parola di Michele Serena. Finchè la matematica concede speranza, e se si giocherà come si è fatto ieri allo "Scida", contro la terza forza della serie B, i biancoscudati hanno il dovere di continuare a credere nella salvezza. Attraverso la chance dei playout, l'unica ormai rimasta a portata di... mano. «Ho visto la squadra lottare sino alla fine, ma ha prevalso forse la più forte delle due», osserva appena arrivato in sala-stampa. «Abbiamo giocato una gara aperta, creando loro parecchi grattacapi, ragion per cui ho detto ai ragazzi che non devono rammaricarsi. Le distanze da chi ci precede sono rimaste immutate, anche se è vero che abbiamo una partita in meno. Ieri era il Cittadella, perché siamo in svantaggio negli scontri diretti, adesso è il Novara. Cinque punti, ma ce ne sono 15 a disposizione ancora». Un sospiro e poi l'allenatore ammette: «Il rammarico non è per oggi, ma per qualche partita precedente». Come dire: se ripenso a Latina, al derby con il Citta e al Bari, quelli sono i punti che mi mancano... Si ritorna a questo 2-1 che fa indubbiamente male, tanto male. Serena prosegue la sua analisi: «È stato un incontro a viso aperto, con i primi 45' a nostro favore, pur andando sotto, e loro che ci hanno messo in difficoltà nella ripresa. Recuperato lo svantaggio, abbiamo subìto il 2-1 sul tiro forse meno pericoloso scoccato dagli attaccanti. Io ho registrato occasioni su entrambi i fronti, alla fine il Crotone ha forse fatto valere la sua maggiore forza. In ogni caso, se qualcuno ci dava già per morti, ecco la risposta che ha ricevuto». Non è stata pagata troppo la mossa di arretrare Osuji a terzino? «I rossoblù hanno tre-quattro esterni in grado di mettere in difficoltà chiunque, e sapevo che avrebbero potuto crearci dei problemi sulle fasce. "Willy" ha fatto il suo, impedendo che creassero più opportunità da gol. E poi, onestamente... (e qui Serena allarga le braccia, come a significare: così sono messo con i terzini, ndr)». Certo che sulle loro ripartenze qualche meccanismo non ha funzionato a dovere... «Fa parte dei nostri difetti, sennò non saremmo questi. Non mi ricordo partite in cui non abbiamo subìto gol, tranne quella con il Novara in casa. Poi, è chiaro che, dovendo provare a vincere, qualcosa concedi. Ripeto: per me oggi abbiamo dimostrato che siamo vivi, e che dobbiamo rammaricarci piuttosto per come sono andate altre partite…». Venerdì affronterete il Cesena. «Abbiamo tenuto testa ad un avversario più forte. Bene, dobbiamo essere questi anche tra sei giorni, e poi vediamo cosa succede. Il pianto dei giocatori dopo il fischio finale? Non è rassegnazione, lo reputo più di rabbia e lo considero come un segnale di forza». (s.e.)