Europee, partiti a caccia di vip

ROMA Il primo è il simbolo della "Lega Nord - Basta euro", l'ultimo è quello di un meno noto "Italia dei diritti": sono 64 i contrassegni che da domenica mattina alle 8 fino a ieri pomeriggio alle 16 sono stati depositati al Viminale per poter correre alle elezioni europee del 25 maggio prossimo. Nelle Europee del 2009 erano stati presentati 93 simboli dei quali 80 erano stati ammessi. Ora si apre la corsa alle candidature. I partiti scorrono le liste dei papabili per mettere l'ultimo sigillo sui nomi che correranno alle europee. Nel Pd è la caccia al candidato "Vip" che anima il dibattito in vista della direzione di domani. In molti sollevano il ciglio per la proposta di Renzi di candidare il sessantenne Marco Tardelli, campione del mondo nel 1982, da sempre vicino alla sinistra ma per sua stessa ammissione poco «ferrato» in politica. Lui per ora non si sbilancia: «Questa storia è un discorso aperto. Vediamo... se mi chiameranno». Ma tra i democratici c'è maretta anche sui nomi dei politici veri e propri. Fa discutere l'ipotesi di candidare Michele Emiliano, sindaco uscente di Bari e segretario politico regionale, come capolista nella circoscrizione Sud . È battaglia anche per la candidatura della circoscrizione Isole: il Pd sardo chiede di poter esprimere il capolista e indica Renato Soru. Ma per la Sicilia è candidata, e non senza polemiche, Caterina Chinnici, figlia del giudice assassinato dalla mafia. È invece ancora in forse la candidatura di Lucia Annibali, la ragazza sfigurata dall'ex fidanzato: per lei potrebbe esserci un posto nella circoscrizione Centro. Per il Nord-Ovest si ragiona su Stefano Boeri. Dalla Toscana tornerebbe in campo Leonardo Domenici, eurodeputato uscente. Nel Nord-Est ci potrebbe essere l'ex ministro Cècile Kyenge. Si presenterebbero anche l'ex ministro Paolo De Castro e l'ex segretario della Cgil Sergio Cofferati. La lista Tsipras presenterà candidati della società civile: fra questi l'attore Moni Ovadia, la giornalista Barbara Spinelli, Giuliana Sgrena, Curzio Maltese e i leader della protesta del G8 di Genova del 2001 Riccardo Petrella e Luca Casarini. Per Forza Italia sarebbe esclusa la presenza di Barbara Berlusconi. Giovanni Toti sarà capolista nel Nord-Ovest, mentre al Centro il capolista sarà Antonio Tajani. Elisabetta Gardini punterebbe ad un secondo mandato nel Nord Est, mentre Raffaelle Fitto e Clemente Mastella sono probabili al Sud. Dovrebbero essere confermate, inoltre, Laura Comi, Licia Ronzulli e Iva Zanicchi. Nessun Vip, invece, tra i Cinque Stelle: particolare di cui Beppe Grillo va orgoglioso. Il più votato nelle selezioni on line del M5S è Dario Tamburrano, dentista romano. Il candidato di punta dell' Ncd dovrebbe essere Maurizio Lupi e non è esclusa la candidatura dell'ex governatore calabrese, ora condannato, Giuseppe Scopelliti. PADOVA Chi ipotizzava, dopo il plebiscito digitale e gli arresti dei 24 secessionisti, un fiorire di simboli venetisti in vista delle elezioni Europee del 25 maggio, è rimasto deluso. Tra i 64 contrassegni depositati al Viminale non c'è infatti nessun Leone di San Marco. L'unico riferimento alla battaglia regionalista si può cogliere nel logo della Lega Nord, dove, accanto ad Alberto da Giussano, campeggia la scritta "Autonomie", ma con caratteri decisamente ridotti all'idea forte "Basta €uro". «Per partecipare alle Europee», spiega Antonio Guadagnini, già leader di Veneto Stato, che ora fa parte del rassemblement Noi Veneto, in cui sono confluite la Liga Veneta Repubblica di Fabrizio Comencini, i Veneti Indipendenti di Luca Cantarutti e Futuro Popolare di Stefano Valdegamberi, «sono necessarie decine di migliaia di firme. Abbiamo deciso di concentrare gli sforzi sulle Regionali del 2015: quello sarà il test decisivo in vista dell'indipendenza. E chi parla di autonomia, vuol dire che all'indipendenza del Veneto ha rinunciato». Tra i contrassegni presentati al ministero dell'Interno (ma le formazioni che non hanno eletti in Parlamento devono superare l'ostacolo delle 30.000 firme in ogni circoscrizione) figura il Partito delle aziende, che ha la sede nazionale a Bussolengo, nel Veronese: il leader è Fabrizio Frosio. In lizza, con un simbolo che mette insieme il nuovo girasole e il tradizionale sole che ride, c'è anche la lista Green Italia-Verdi Europei, che vede tra i suoi riferimenti Luana Zanella, già deputata dei Verdi dal 2001 al 2008 e ora portavoce nazionale del partito. Ci riprova pure la Democrazia cristiana di cui è segretario politico Angelo Sandri, di Cervignano del Friuli, che dal 1994 persegue l'obiettivo di rifare la Balena Bianca. Ma lo scudocrociato sarà presente anche in altri simboli. Campeggerà nel logo che sancisce l'alleanza tra il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, l'Udc di Pier Ferdinando Casini (con il veneto Antonio De Poli nei panni di vicesegretario nazionale) e i Popolari per l'Italia di Mario Mauro. E farà capolino pure sul contrassegno dei Cristiani Democratici Uniti (partito scongelato da Mario Tassone e in lizza anche alle Comunali di Padova) e sul contrassegno presentato a Roma dal Partito Popolare Italiano (già confluito nella Margherita e successivamente nel Partito democratico). Anche la destra si divide in parecchi tronconi. Se sul simbolo di Fratelli d'Italia (dominato dal cognome della leader Giorgia Meloni) spuntano il vecchio contrassegno di Alleanza nazionale e, a cascata, la fiamma del Movimento sociale italiano, il logo di Destre Unite mette insieme la Destra di Francesco Storace, la Fiamma Tricolore Destra Sociale di Luca Romagnoli, il Movimento per l'Alleanza nazionale di Adriana Poli Bortone e Futuro e Libertà per l'Italia (il partito fondato da Gianfranco Fini e ora guidato dal triestino Roberto Menia). In corsa pure Forza Nuova e Casa Pound. Claudio Baccarin