COPPA DAVIS»AZZURRI IN SEMIFINALE

di Paolo Rossi wNAPOLI L'exit strategy ha funzionato. E, diciamolo pure, forse così c'è più gusto. L'Italia del tennis conquista la semifinale di Coppa Davis (contro la Svizzera di Roger Federer) sedici anni dopo l'ultima volta, il 1998. Grazie a Fabio Fognini, grazie a una rimonta non proprio prevista. Gli azzurri hanno superato la Gran Bretagna 3-2, il risultato che tutti prevedevano. Ma non è andata nel modo previsto: il programma prevedeva che il doppio azzurro avrebbe dovuto vincere sabato, cosa che non è accaduta. E, dunque, non si pensava che il numero uno italiano, Fognini, potesse aver ragione di quello britannico, Andy Murray. Invece, grazie al format della Davis (e questa resta il segreto della sua bellezza), gli spettatori del Centrale della Rotonda Diaz hanno assistito all'imprevedibile italiano che ha preso a pallate lo scozzese più blasonato. E pazienza se c'è ancora gente che giustificava la prestazione di Murray con il campo pesante, il presunto virus o la sua non specializzazione da terra rossa. Argomenti che, venerdì e sabato, non sono stati tirati in ballo quando Murray ha contribuito (pesantemente) alla causa britannica. No, come lo stesso telecronista della Bbc ha ammesso, «Fognini è stato superbo». Nel saper gestire il match, fare il proprio gioco, restare concentrato. Ha alternato colpi vincenti a smorzate, lob a smash: una qualità di gioco, soprattutto una varietà di colpi che hanno confuso il vincitore di Wimbledon 2013: lo hanno annichilito. Perché se una cosa ha Murray nel suo dna è la lotta, e uscire sconfitto dal campo in tre set (6-3, 6-3, 6-4) dopo poco più di due ore non lo si vede tutti i giorni. «Ci metto sempre la faccia, e stavolta è andata bene per tutte le volte che invece è andata male», ha detto con la sua consueta sincerità Fognini, ottenendo anche i complimenti del rivale: «Non sono rimasto sorpreso della sua prestazione, sapevo che stava giocando bene. Soprattutto nella seconda parte del secondo set ha giocato un tennis incredibile», ha concluso Murray. Sul 2-2 l'Italia è tornata favorita: Andreas Seppi non avrebbe mai potuto perdere con James Ward, a meno di amnesie mentali o di passaggi a vuoto personali. Ma il bolzanino – la cui stagione non è ancora decollata in termini di risultati – ieri ha saputo controllare la responsabilità («Capitan Barazzutti mi ha detto che la partita era importantissima, giusto per rendermi più tranquillo...») e l'avversario, più modesto. A parte il primo set, dove c'è stato un relativo equilibrio, con Ward a rincorrere i break di Seppi, c'è stato anche il meteo a dare l'ultimo aiutino: tempestivo, un acquazzone ha costretto alla sospensione del match e consentito all'azzurro di recupero il filo dei pensieri e, soprattutto, del gioco. Ci sono volute due ore e diciassette minuti per gioire e avviare le celebrazioni: il gavettone dìacqua più ricordato è stato sicuramente quello di Flavia Pennetta, con doppio bersaglio: Fognini e Barazzutti. «Merito dei ragazzi, merito dei ragazzi», ha ripetuto fino alla noia il capitano non giocatore, che ora si tufferà nella prossima avventura: «La semifinale? Quella dei ragazzi è a settembre. Invece a Pasqua ce n'è un'altra da giocare». È vero: a Ostrava le ragazze ceche aspettano le campionesse azzurre in quella che tutti ritengono la finale anticipata di Fed Cup. ©RIPRODUZIONE RISERVATA