Grillo: «Queste elezioni le vinciamo noi»

ROMA Beppe Grillo continua la sua corsa alle europee battendo le piazze d'Italia palmo a palmo: «quattro comizi al giorno, di cui uno a pagamento». «Sono io il più grande europeista vivente» urlava ieri dal palco allestito a Malagrotta dove raduna i cittadini romani «avvelenati» dalla discarica che sorge a pochi passi dalle loro case. Queste elezioni, non si stanca di dirlo, le vincerà il M5S. Ieri Beppe Grillo ha ultimato anche la selezione dei candidati e con una battuta replica a chi li snobba come degli illustri sconosciuti che andranno in Europa grazie ad una manciata di voti degli attivisti. «Sono sconosciuti? Certo sono sconosciuti alle procure!». Con lui a Malagrotta c'era la cerchia di deputati che si è incaricata di battere le piazze d'Italia e anche il recordman di preferenze alle europarlamentarie, tutte rigorosamente on-line. Dario Tamburrano, medico odontoiatra romano di 43 anni, militante di vecchia guardia, che ha ricevuto 1.880 preferenze per la circoscrizione Centro. «Vinceremo senza ombra di dubbio: sono 75 i deputati in palio per l'Italia e se ne prendiamo uno in più del Pd avremo vinto noi» ribadisce ad ogni occasione Beppe Grillo che punta il mirino verso il premier. «È il figlioccio di Gelli» che si fa fotografare con questo Papa che è «il primo grillino della storia». Nel suo comizio a Malagrotta, tra i riferimenti a una nuova visione ambientalista, lascia molto spazio ai suoi progetti europei. «Da europeista convinto - dice - voglio proteggere questa Europa che deve diventare una comunità. E perché lo sia bisogna spalmare il debito: non lo dobbiamo pagare, oppure diventiamo come la Grecia. Se continuiamo così compriamo la nostra dissoluzione umana». Vuole fare il referendum sull'euro e difendere le conquiste del welfare, il frutto di una battaglia fatta in cento anni dai nostri nonni «per non svendere i nostri diritti ai banchieri». E il successo in Europa, ricorda, sarà solo il primo scalino verso la vittoria in Italia: «Siamo pronti a governare questo paese ormai in macerie. E se andiamo al governo siamo pronti. La prima cosa che facciamo sarà una verifica fiscale su tutti i redditi dei politici». Altro che dossier sui vertici dei 5 Stelle, lamentati da lui e da Casaleggio: «Io posso dire di aver vissuto del mio lavoro. Ma se vinciamo, vado davanti alla villa di De Benedetti a Saint Moritz».