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di Albino Salmaso wPADOVA Segretario Matteo Salvini, lei come leader della Lega Nord ha usato parole pesantissime contro la Procura di Brescia e ha definito i 24 arresti una «follia». E ieri dall'europarlamento di Strasburgo ha rincarato la dose: come mai? «Perché mi pare davvero incredibile che lo Stato spenda milioni di euro e sprechi due anni di indagini con centinaia di uomini delle forze dell'ordine per cercare una ruspa in campagna che sarebbe andata a 7 km l'ora. Dalle notizie fornite dalla procura di Brescia, emerge che siamo di fronte a una ruspa malamente trasformata in carro armato disarmato e a delle intercettazioni telefoniche al ristorante, dove si parla di pane, salame e dinamite. Ecco, dare 15 anni di galera a dei presunti terroristi, alcuni dei quali conosco per aver condotto come unica battaglia la lotta contro il colesterolo, mi pare davvero una follia». Quindi secondo lei i magistrati hanno preso un abbaglio... «Un colossale abbaglio. Qui siamo alla persecuzione delle idee, si processa e si mettono in carcere solo le idee. Se essere autonomisti e indipendentisti significa essere terroristi allora mi autodenuncio anch'io. In cantina ho pure la fionda di quando facevo il boy scout: solo nei regimi funziona così, chi vuole cambiare democraticamente lo Stato deve poterlo fare. Lo pseudo carro armato trovato a Casale di Scodosia è tutto tranne che un'arma bellica. Hanno svegliato alle 5 di mattina intere famiglie per cercare pistole e fucili che non hanno trovato». Chi conosce lei personalmente tra gli indagati? «Conosco Luca Marchi, giornalista e primo direttore della Padania che oggi dirige il sito l'Indipendenza. Otto persone lo hanno svegliato alle 5 di mattina. Cercavano fucili che in quella casa non ci sono mai stati : Marchi è la persona più pacifica e antimilitarista del mondo. I Ros dei carabinieri vanno utilizzati contro la mafia». Proprio ieri a Napoli hanno rimesso in carcere l'ex sottosegretario Pdl Nicola Cosentino: la lotta alla criminalità politica va avanti... «Ma quella è un'inchiesta di camorra. Nella stessa giornata in cui hanno arrestato 24 venetisti, la Camera ha approvato lo svuota-carceri che rimetterà in libertà delinquenti veri e cancellato il reato di immigrazione clandestina. Ora ci sono 5-600 mila clandestini pronti a sbarcare in Italia, lo ha detto il ministro Alfano. E noi siamo lo Stato che li va a prendere in mezzo al mare». Lei conosce Franco Rocchetta, ex deputato della Lega e considerato l'ideologo dei venetisti, ora rinchiuso in carcere? «So chi è, anche se non l'ho mai conosciuto personalmente. Tutti me ne hanno parlato come di una persona determinata ma assolutamente pacifica, che non conosce e non pratica la violenza». E Luigi Faccia e Flavio Contin sa chi sono? «Ma certo, per l'altra vicenda del 1997: gente che si è fatta 7 anni di galera per l'assedio al campanile e lo sbarco in piazza San Marco a Venezia. Penso che i problemi di mafia e terrorismo siano altrove e non certo a Padova, Verona e Brescia». Perché la Lega Nord ha organizzato domenica a Verona una manifestazione di solidarietà con i 24 arrestati? «Più che solidarietà, si tratta di una manifestazione in difesa della libertà di pensiero: domenica abbiamo chiesto tanti sorrisi e tante bandiere a Verona. Non pratichiamo le invasioni di campo, credo che la Lega non abbia bisogno di questi arresti per fare il pieno di voti: la nostra battaglia sarà contro gli immigrati clandestini e contro l'euro. Passare una notte in carcere è una tragedia, oggi ho parlato con alcune mogli degli arrestati e sono molto preoccupato. Stiamo raccogliendo le firme per i referendum e vogliamo inserire pure quello per abrogare la legge Mancino, che punisce i reati di opinione». Lei resta convinto che si tratti solo di opinioni, mentre la procura di Brescia contesta le finalità eversive: l' associazione di stampo terroristico per l'insurrezione contro l'Italia unita. «Attenzione, io sono segretario della Lega Nord per l'indipendenza della Padania. E quindi siamo eversivi anche noi, nel simbolo e nello statuto del partito. Io non mi nascondo e rivendico il diritto di costruire un altro Stato per via pacifica e democratica. Avessero trovato durante il blitz bombe a mano e mitragliatori, per carità di Dio nulla da dire. Ma dai primi elementi risulta solo la ruspa e poi ci sono le intercettazioni telefoniche dove si parla di pane, salame e dinamite. Se dopo due anni di indagini hanno solo questo in mano...» Il Pd vi accusa di aver seminato la cultura della secessione con la Padania e poi nei guai finiscono sempre i venetisti di polenta e salame... «Sono orgoglioso di seminare cultura dell'indipendenza. La città più pacifica, aperta e giovane d'Europa che è Barcellona, in autunno voterà sull'indipendenza. In Quebec hanno già votato, in Scozia lo faranno a breve, in Regione Lombardia abbiamo appena depositato la proposta di referendum per lo statuto speciale». Anche il consiglio regionale del Veneto sta valutando se approvare o meno il referendum sull'indipendenza e l'autonomia, ma i docenti di diritto costituzionale interpellati dal presidente Zaia dicono che la Costituzione non lo consente e l'assemblea di palazzo Ferro Fini corre il rischio dello scioglimento: lei che ne pensa? «Spero che il consiglio regionale del Veneto approvi il referendum e mi auguro che 5 milioni di persone decidano se mantenere l'attuale situazione, oppure ottenere lo statuto speciale se non addirittura l'indipendenza dall'Italia. Come stati europei Veneto e Lombardia sarebbero competitivi. La Lega Nord ci sta provando in vari modi da vent'anni: con la devolution, la secessione, le marce sul Po, il federalismo fiscale. Non è facile: se la via è quella del referendum ben venga. Se ascoltiamo i costituzionalisti non si può fare nulla in Italia, nemmeno uscire dall'euro. E invece se la gente decide a maggioranza puoi fare tutto, in democrazia. L'Italia non esisteva 150 anni fa... Oggi ballano sempre 70 miliardi di euro, 50 della Lombardia e 20 del Veneto, 5 mila euro a testa tra quello che paghi e quello che torna indietro in servizi da Roma». Nessuna rivolta quindi domenica Verona? «Ore 18 a Verona, ritrovo pacifico. Si parlerà di economia, della storia millenaria della Serenissima. Siamo pacifici ma non fessi e non tolleriamo che si arrestino 24 persone con delle accuse false».