Ladro seriale, Saia bacchetta Rossi

Sicurezza e campagna elettorale: un binomio che contraddistingue questo periodo quasi più dei furti e delle spaccate. Nuovo raid dei ladri, nuova ridda di polemiche incrociate tra destra, sinistra e Lega. Saia bacchetta Rossi Rossi e Saia, per esempio, se le danno di santa ragione sul ladro arrestato due volte e rimesso in libertà dall'autorità giudiziaria. «Di questo episodio del ladro seriale ho chiesto di occuparsene anche ad alcuni parlamentari padovani perché venga interrogato sulla vicenda il ministro dell'Interno Angelino Alfano. In una settimana fermiamo per due volte un ladro in flagranza di reato e questo non fa nemmeno una notte in carcere. Credo che ciò non sia accettabile», ha detto il sindaco reggente Ivo Rossi. Gli ribatte pronto il candidato sindaco Maurizio Saia: «Come mai questa richiesta al Governo Ivo Rossi non l'ha mai avanzata quando pure nel governo c'era come ministro Flavio Zanonato?La situazione della sicurezza a Padova è letteralmente sfuggita di mano a questa amministrazione che adesso si produce in un tentativo patetico di scaricare le colpe sugli altri». «Alfano commissari Padova»Nemmeno il leghista Massimo Bitonci si fa attendere: «Per anni la giunta Rossi-Zanonato ha negato che a Padova ci fosse un problema sicurezza. In campagna elettorale ha smesso di mentire: prima ha lanciato ordinanze spot, spesso inapplicate, come il divieto di bere alcolici in stazione. Oggi alza le mani al cielo e chiede aiuto. Ho depositato un'interrogazione parlamentare proprio per Alfano. Gli chiederò di assolvere a tutte le richieste di Ivo Rossi, più una: commissari la città fino a nuove elezioni». Marcato per la Polizia postale Sempre sul fronte del Carroccio, Roberto Marcato dice "no" alla soppressione della Polizia Postale di Padova: «Sarò accanto al Coisp nella manifestazione pubblica di raccolta firme contro la possibile decisione di sopprimere la sezione padovana della Polizia Postale». Le proposte dell'Ascom Fuori dalla politica, si fa sentire anche il presidente dell'Ascom Fernando Zilio: «Un grande quotidiano nazionale rendiconta di come Los Angeles si sia tolta di dosso il marchio di "città regno delle rapine alle banche". Lo ha fatto attivando una videosorveglianza a 360 gradi, ma lo ha anche fatto inasprendo le pene per chi si macchia del reato di rapina. Aiuto tecnologico e pene severe devono dunque essere le armi di cui dobbiamo dotarci. E se per la videosorveglianza è evidente che anche la nostra categoria deve investire (e l'Ascom lo ha fatto adottando il sistema di videocontrollo collegato alla forze di polizia), per ciò che riguarda le pene è evidente che questa è una partita in mano a governo e parlamento».