Andrea, l'uomo che ha preso a pugni la bestia

ARQUA PETRARCA La bestia non pensava di avere a che fare con uno abituato a combattere. Con un uomo che la vita la prende a pugni, sempre, e non solo sul ring. Andrea Trevisan, pugile, ha 32 anni e ha appena sconfitto il suo avversario più duro: il linfoma di Hodgkin. «Mi alleno nella palestra comunale di Arquà Petrarca da circa tre anni, con il maestro Antonio "Toni" Tasinato» racconta Andrea. "Qui mi sono sempre trovato bene, tanto che venivo ad allenarmi quasi ogni sera partendo da Lonigo, in provincia di Vicenza dove vivo. L'anno scorso ero arrivato ad un buon livello: 17 match, di cui solo due persi. E poi, a giugno, il crollo: una stanchezza sempre più forte, inspiegabile. Avevo perso la voglia di fare tutto, anche di allenarmi. Fino a quando, in seguito a un forte dolore allo sterno, la mia compagna mi ha costretto ad andare a fare dei controlli. Si è capito subito che c'era qualcosa che non andava. La diagnosi è stata un colpo forte: un linfoma di Hodgkin, neoplasia che colpisce i linfonodi». Andrea, spalle larghe e sorriso aperto, racconta la sua storia con tranquillità. Ha appena finito di fare "sparring" con un compagno di boxe, sul piccolo ring di questa palestra di paese. «A settembre ho iniziato la chemioterapia: otto cicli, devastanti, ogni quindici giorni. Non facevo in tempo a stare meglio che dovevo fare il ciclo successivo e tutto ricominciava daccapo: nausea fortissima e debolezza. Poi è stata la volta della radioterapia: 18 cicli, ho finito a gennaio. Nella mia vita non mi sono mai fermato di fronte a niente. Ma il linfoma mi ha costretto, come fossi in prigione». In questi mesi di malattia il pensiero è tornato spesso sul quadrato di combattimento, un appiglio a quella vita normale che Andrea non ha mai disperato di riavere. «È un mese che sto bene, gli esami ora sono negativi. La prima cosa che ho fatto? Tornare a boxare. Mi mancava troppo, è uno sfogo fondamentale per me. Ora più che mai». Il maestro Tasinato lo guarda, gli occhi umidi di commozione: «Sono come un padre, per tutti i miei atleti. Andrea, per me, è già un campione ad essere tornato sul ring dopo la malattia». La voglia di Andrea di tornare a combattere c'è tutta: basta perdere quel paio di chili presi a causa delle forti dosi di cortisone. Basta rimettersi in forma, a suon di ganci e montanti, di salto con la corda, di corse lungo i sentieri dei Colli Euganei. Niente rispetto al match che ha già affrontato, l'incontro più importante: quello in cui ha messo ko la bestia, il Linfoma di Hodgkin. Annalisa Celeghin