A pesca con le reti proibite bracconieri messi in fuga

di Alessandro Cesarato wCODEVIGO Polizia provinciale in azione contro il bracconaggio ittico in Valle Millecampi. Ieri alcuni bracconieri sono stati sorpresi dagli agenti a pescare con sistemi tutt'altro che leciti. Sono tuttavia riusciti a darsi alla fuga a bordo di potenti natanti, con manovre azzardate e giungendo persino a un tentativo di speronamento dell'imbarcazione della Polizia provinciale. I motori più potenti a disposizione dei bracconieri e il rischio per l'incolumità degli agenti hanno costretto la Polizia provinciale ad abbandonare l'inseguimento. Sono stati però messi sotto sequestro gli oltre quindici metri di rete da pesca a maglia finissima che era stata abusivamente calata in laguna. Oltre a ciò gli agenti hanno rinvenuto anche un attrezzo vietato, usato per movimentare il fondo e prelevare importanti quantità di mitili. «Questi bracconieri», ha commentato l'assessore alla Polizia provinciale Enrico Pavanetto, «sono persone incivili e pericolose. La nostra è una battaglia impari visto che hanno a disposizione natanti con motori marini ben più potenti dei nostri. Inoltre, le loro imbarcazioni hanno anche la targa dolosamente occultata. Spesso questi soggetti indossano il passamontagna per non essere riconosciuti e non esitano nemmeno a speronare i nostri natanti. Nonostante ciò, gli agenti della Polizia provinciale sono riusciti a costringere il gruppo alla fuga. I loro metodi di pesca», ha aggiunto l'assessore, «costituiscono spesso illeciti di natura penale oltre a deturpare in modo irreparabile l'ambiente. Il fatto, poi, che abbiano opposto resistenza al controllo dei nostri operatori è gravissimo ed è penalmente perseguibile». L'operazione condotta dagli agenti ha ricevuto anche gli elogi del comandante della Polizia provinciale, Cino Augusto Cecchini. «Devo complimentarmi con il sangue freddo e con la professionalità dei miei agenti», ha detto, «perché non è stato semplice fronteggiare le imbarcazioni di bracconieri pronti a tutto piuttosto che finire tra le maglie della giustizia». Il sindaco Annunzio Belan ha invece sottolineato l'efficacia di azioni di questo tipo: «I controlli a tappeto eseguiti dalla Polizia provinciale sono un ottimo strumento per assicurare un alto livello di attenzione per il nostro patrimonio naturalistico». Le indagini proseguiranno per cercare di identificare i bracconieri sfuggiti alla Polizia provinciale. Il comandante Cecchini ha fatto sapere, a questo proposito, che per il futuro non si esclude la richiesta di un supporto aereo ad altre forze dell'ordine, per contrastare una piaga che si protrae da troppo tempo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA