«Tasse record, ecco come farle scendere»

VENEZIA «Tagliare la spesa pubblica per destinare risorse all'abbattimento della pressione fiscale, utilizzare i costi standard per eliminare gli sprechi, ristrutturare il "patto di stabilità" dei comuni con una "golden rule" che imponga il pareggio nella parte corrente dei bilanci e liberi gli investimenti. Sono le cose concrete da fare subito per invertire la trotta e dare ossigeno alle piccole imprese». Le proposte le avanza la Cna del Veneto che, assieme a quelle della Lombardia e dell'Emilia Romagna, da due anni studia l'andamento della finanza e dell'economia locale per mezzo di un "Osservatorio" interregionale in collaborazione con il Centro Studi Sintesi di Venezia. Il secondo rapporto annuale dell'Osservatorio è stato presentato ieri a Venezia dai presidenti delle tre organizzazioni regionali della Cna, Alessandro Conte, Veneto, Daniele Parolo, Lombardia e Paolo Govoni, Emilia Romagna. Le tre regioni sono il motore dell'economia nazionale. In Lombardia, Emilia e Veneto vivono 19 milioni di persone (il 32% degli italiani) e operano 1,7 milioni di imprese (32% del totale) che valgono il 54% dell'export. Il Pil complessivamente generato in quest'area (620 miliardi di euro nel 2013) equivale al 40% del Pil nazionale. Il gettito fiscale versato dai contribuenti delle tre regioni (286 miliardi) è pari al 39% delle entrate fiscali nazionali. Il rapporto dice che il principale ostacolo alla ripresa della crescita economica in Italia è l'eccezionale livello della pressione fiscale effettiva: tributi e contributi sociali a carico dei "contribuenti onesti", hanno raggiunto nel 2013 la quota record del 53,3% del Pil, 9 punti sopra i dati ufficiali. La spesa pubblica italiana, nonostante i tentativi di contenimento attuati, ha proseguito la propria dinamica di crescita portandosi nel 2013 al 51,7% del Pil e la spesa corrente primaria ha sfiorato i 672 miliardi di euro (+15,5% nel periodo 2000-2013). Pesano la spesa per le prestazioni sociali (al 20,6% nel 2013), e quella pensionistica (attesa al 16,4%). Inoltre, nonostante il loro rilevante contributo alle entrate tributarie nazionali, Veneto, Lombardia ed Emilia, che occupano gli ultimi posti nella graduatoria dei trasferimenti statali (Emilia ultima con 1.429 euro pro capite, Veneto penultimo, con 1.502 euro e Lombardia quindicesima con 1.561 euro), ai fini del Patto di stabilità avranno nel 2014 un limite massimo di spesa pari ad un terzo di quello di regioni meno virtuose. Le tre Cna chiedono per questo la riforma generale della Pubblica amministrazione, unio modo per ridurrecontemporaneamente la spesa e la pressione fiscale.