Il primario visita in privato un esposto lo mette nei guai

di Cristina Genesin wMONSELICE Guai giudiziari per l'ex direttore dell'Unità operativa di Ostetrica e Ginecologia dell'Usl 17 attiva negli ospedali di Este e Monselice, il dottor Fabrizio Barbieri, 57 anni originario di Vignole nel Modenese e residente a Verona, ora primario all'ospedale di Bussolengo. Guai innescati da un esposto anonimo spedito alla procura di Padova e scritto, forse, da un collega. Il pubblico ministero Sergio Dini ha chiuso un'inchiesta, contestando allo specialista i reati di falso ideologico e materiale commesso da pubblico ufficiale e di truffa continuata per circa 98 mila euro, mentre il dottor Ettore Verni, 56 anni di Riccione, direttore sanitario del poliambulatorio Life srl di Modena, è accusato di favoreggiamento. Si tratta dell'atto preliminare alla richiesta di rinvio a giudizio. Barbieri è nome notissimo, autore di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e docente in diverse scuole di specializzazione. È l'esposto a provocare una serie di accertamenti sul suo operato dall'ottobre 2007 alla primavera 2010 nell'Usl 17 dove, proveniente dall'ospedale Sacro Cuore di Negrar, si trasferisce con la nomina a primario e nell'Usl 22 di Bussolengo, in cui lavora ancora oggi come direttore dell'Ostetricia e Ginecologia (nel mirino degli inquirenti il periodo tra il maggio 2010 al 31 gennaio 2013). Che cosa contesta la pubblica accusa? Con gli enti pubblici – l'Usl 17 padovana e l'Usl 22 veronese – il dottor Barbieri aveva firmato due contratti, rispettivamente il 5 novembre 2007 e il 24 maggio 2010, impegnandosi a svolgere l'attività di medico con carattere e natura di esclusività. Insomma avrebbe promesso di lavorare come specialista solo nell'ambito dei due ospedali in cui era primario. E invece? Secondo la procura Barbieri, al contrario di quanto sottoscritto, avrebbe eseguito visite specialistiche in una struttura privata come il poliambulatorio modenese. Pertanto, violando l'impegno assunto, non avrebbe avuto diritto a incassare indennità per un ammontare di 95.548,66 euro erogate dal "pubblico". In più, in sei occasioni (tra il maggio 2011 e il novembre 2012) si sarebbe "autocertificato" ore di lavoro nella struttura pubblica veronese, ma in quei giorni avrebbe lavorato a Modena. Da qui il guadagno "non dovuto" di duemila euro. E Verni? L'amministrazione dell'Usl 22 aveva chiesto informazioni sull'attività libero-professionale di Barbieri indicando la sua data di nascita. Il direttore sanitario del poliambulatorio avrebbe risposto che nessun medico nato in quella data sarebbe risultato attivo nella struttura. Poi il ripensamento: c'era stato un errore di data. «Il falso? Non sta in piedi. L'origine dell'inchiesta da un anonimo è il classico problema» risponde il difensore, l'avvocato Paolo Costantini, «È surreale: il dottor Barbieri è un grande lavoratore. Dai nostri calcoli risulta che, nel 2012 e nel 2013, abbia lavorato un mese in più per il "pubblico" rispetto ai 12 mesi di un anno».