Abano-Montegrotto, cin cin per l'unione

di Federico Franchin wMONTEGROTTO TERME La festa del "no" è diventata la festa "dell'unione". Abano e Montegrotto non sono mai state così vicine e le ultime resistenze alla fusione, o unione, dei due Comuni sono state di fatto rimosse martedì sera al Dancing Casablanca. Da tredici anni va in scena il 21 gennaio (giorno del referendum sulla fusione) la festa del Comitato che allora era contrario a unificare le due realtà termali. Una festa che con gli anni si è trasformata in una manifestazione d'affetto per i due sindaci, Luca Claudio e Massimo Bordin, promotori del comitato stesso. Martedì i due primi cittadini hanno ribadito la volontà di discutere un'eventuale fusione o di trovare un'intesa più ampia, coinvolgendo i centri limitrofi, fino a diventare il Comune unico "Terme di Venezia". Con loro hanno cambiato idea anche le oltre 1.500 persone presenti ad una festa che ha battuto il dato delle 1.200 presenze dell'anno scorso. «Siamo tutti uniti e parlare di divisioni sarebbe anacronistico», ha confermato Massimo Bordin, sindaco di Montegrotto. «È giusto cominciare a discutere questo aspetto». Così invece Luca Claudio: «Ancora oggi rivendichiamo quel Comitato nato nel 2001 per dire no a una scelta che rappresentava solamente l'opportunità per la sinistra di allora, con i due sindaci Pillon e Cognolato, di accaparrarsi il governo dei due territori di Abano e Montegrotto attraverso una logica che i cittadini sentivano come un'imposizione, un'occupazione, una colonizzazione inaccettabile», dice. «Nel 2014 non è più così. Gli ultimi anni hanno vissuto la crisi totale della partitocrazia, noi stessi come sindaci abbiamo vinto le elezioni con liste scollegate dai partiti, col nostro nome e con i nostri programmi. Affermare che la società civile ha vissuto radicali cambiamenti nel modo di impostare la propria visione dei bisogni e delle necessità è superfluo, così come sappiamo quanto l'Europa, per scelta o per costrizione, oggi è l'unico percorso che abbiamo per uscire dalla crisi irreversibile che sta vivendo da anni la nostra economia», aggiunge. «L'Europa ci aspetta e noi dobbiamo saltare la barricata e aprire la nostra mentalità. L'idea di costituire un unico grande comune termale, il più grande in Europa, facendo confluire anche Teolo, Battaglia, Torreglia e Galzignano ci porterebbe ad essere la perfetta aggregazione fra "cielo e terra", tanto amata dalla Regione Veneto, per diventare le Terme di Venezia aderendo naturalmente alla costituenda Città metropolitana. L'appartenenza al Parco Colli ci permetterà di diventare Le Terme dei Colli Euganei in primis e poi Le Terme di Venezia. Penso alle risorse che la fusione, o unione, tra i nostri comuni ci darà in futuro, ai nuovi percorsi e progetti che potremo fare per i cittadini e per il territorio ed è su questo che invito tutti a riflettere. Come ci chiameremo lo decideremo insieme, anche se, come noto, il nome di Abano è già conosciuto a livello europeo e internazionale». Ospiti della festa la Thermal Calcio e Flavio Manzolini, consigliere di minoranza ad Abano della Lega Nord. La serata si è chiusa con la lotteria e il ballo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA