Il primo gol tra i professionisti non si scorda mai

MONSELICE Benvenuto tra i grandi. Una giornata vissuta sui campi da calcio (domenica scorsa) da raccontare un domani ai nipotini per Andrea Boron, ventenne esterno sinistro monselicense che nella trasferta del suo Forlì contro il Renate ha segnato il primo gol tra i professionisti. Non una rete qualsiasi ma la zampata della vittoria nell'1- 0 che ha permesso ai romagnoli di sbancare lo stadio di Meda e conquistare tre punti pesantissimi nella corsa alla salvezza del girone A di Seconda Divisione. Gioia incontenibile per l'ex esterno sinistro dell'Este, che nella foga dell'esultanza ha persino mandato in frantumi un tavolino piazzato a bordo campo. «Quando ho visto la palla entrare non ho capito più nulla» racconta Andrea, cresciuto nei settori giovanili di La Rocca e Padova «L'azione è stata velocissima, ho controllato un lancio in piena area e fintando il passaggio ad un compagno l'ho messa all'angolino. Un'emozione unica». Andrea è al primo anno al Forlì dopo il debutto in Lega Pro della scorsa stagione con l'Alessandria: ironia della sorte, ora difende i colori proprio di quel Forlì che due anni fa sfilò al suo Este la promozione in Seconda Divisione. «In effetti quando ci penso mi viene da ridere. Di Este conservo ricordi bellissimi, un gruppo speciale e uno staff con cui mi sento ancora, in primis mister Zattarin. Anche i cinque anni al Padova sono stati importantissimi, prima come difensore centrale e poi come terzino. Lì sono cresciuto tanto, come giocatore e come persona. Diciamo che se non ci fossero stati quegli anni, ora non sarei il giocatore che sono. Per questo tingrazio tutte le persone che mi hanno aiutato a formarmi anche sotto il profilo professionale». Una maturità scientifica al liceo Cattaneo di Monselice, poi dallo scorso anno il salto nei professionisti col sogno di vivere di solo calcio come molto ragazzi della sua età. «Ad Alessandria l'inizio è stato duro, via di casa per la prima volta e tanta panchina. In allenamento però non ho mai mollato e sono riuscito a ritagliarmi uno spazio importante che mi ha portato in questa stagione al Forlì. Qui sto benissimo, vivo in appartamento con alcuni compagni e torno a Monselice la domenica sera. Sono felice, faccio quello che ho sempre sognato». Il primo gol nei «pro» merita una dedica speciale. «Alla mia famiglia, che mi è sempre stata vicina e mi ha incoraggato». Matteo Lunardi