Giochi olimpici, guerra e Shoah da oggi in mostra Quando la politica usa lo sport per la propaganda

Dalle Olimpiadi di Berlino del 1936 a quelle di Londra, nel 1948, lo sport è stato fortemente segnato dal valore di propaganda ideologica che gli veniva attribuito. Per contro, l'ideale olimpico ha continuato a rappresentare un naturale veicolo di resistenza al nazismo. A quegli anni così particolari, il Memorial de la Shoah di Parigi e l'associazione Cristiani per Israele Italia, in collaborazione con il Cus Padova, hanno dedicato una mostra dal titolo "Sport, sportivi e giochi olimpici nell'Europa in guerra (1936-1948)", che sarà inaugurata questa mattina a palazzo Santo Stefano (in piazza Antenore), dove rimarrà fino a martedì 28. La cerimonia di apertura sarà introdotta, alle 10.30, dai saluti della presidente della Provincia Barbara Degani, del sindaco reggente Ivo Rossi e dei presidenti della Comunità ebraica Davide Romanin Jacur, di Cristiani per Israele Italia Edda Fogarollo e del Cus Padova Roberto Zanovello. Il significato della mostra sarà quindi illustrato dal professor Luca Alessandrini, direttore dell'Istituto storico Parri Emilia Romagna, in rappresentanza del Memorial de la Shoah. Obiettivo dell'iniziativa è anche quello di mettere a disposizione dei più giovani immagini, documenti e testimonianze che consentano una rilettura, attraverso lo sport, delle persecuzioni razziali e della guerra. Per questo sono state organizzate attività didattiche per le scuole, visite guidate e seminari per gli studenti universitari (il programma al sito mostrasporteshoahpadova.wordpress.com). Il calendario avrà il suo culmine il 27 gennaio, Giorno della Memoria, con incontri, testimonianze e la proiezione di documentari e filmati relativi alla Shoah, allo sport e alla guerra, dalle 10 alle 17. La mostra resterà aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 e il sabato dalle 10 alle 13. L'ingresso è gratuito. Per le scolaresche è obbligatoria la prenotazione (indicazioni al sito). Madina Fabretto