"High hopes" Il disco numero 18 di Springsteen

Conto alla rovescia per i fan di Bruce Springsteen: dopo un tour di quasi due anni, che ha compreso anche l'Italia e la trionfale data di Padova dello scorso maggio, il Boss si presenta il 14 gennaio con il 18mo album della sua carriera: è "High hopes". «Stavo lavorando a un disco di brani inediti che fosse tra i migliori dell'ultimo decennio quando Tom Morello, che sostituiva Steve durante le date australiane del tour, ci suggerì di aggiungere "High hopes" alla scaletta dei concerti» dice Springsteen. «Quel brano, scritto da Tim Scott McConnell della band Havalinas, l'avevo inciso negli anni Novanta e durante le prove dei concerti abbiamo preparato il pezzo. Tom e la sua chitarra sono diventati la mia musa e hanno portato l'intero progetto a un livello superiore». Morello si è unito a Springsteen e alla E Street Band nel marzo 2013, durante il tour australiano, in sostituzione di Steve Van Zandt e nel disco, oltre a suonare la chitarra, ha duettato con il Boss in "The ghost of Tom Joad". Il disco, registrato in New Jersey, Los Angeles, Atlanta, Australia e New York City, comprende alcune canzoni già presentate dal vivo: «Ho pensato che fossero tra i pezzi migliori che io abbia scritto e meritavano una registrazione con tutti i crismi. Anche "The wall" l'ho suonata in concerto e rimane un brano a me molto caro». Per il suo disco numero 18, Springsteen ha scelto un sentiero che gli consente di continuare a esprimere sentimenti importanti mantenendo saldo il contatto con le nuove generazioni che gli hanno dato fiducia. E senza tradire troppo le aspettative di chi è sotto il palco da sempre, a scrutarne ogni mossa.