Caselle, nessun sospetto sul figlio delle vittime

di Milena Vercellino wTORINO Resta fitto il mistero dietro le porte della villetta di Caselle, nell'hinterland torinese, dove domenica mattina sono stati trovati i corpi di tre pensionati, uccisi da colpi di arma da taglio. Nella casa a due piani è un viavai di inquirenti che cercano di fare luce sulla vicenda: ieri i carabinieri hanno effettuato un sopralluogo per ricostruire le circostanze della morte di Mariangela Greggio, 65 anni, del marito Claudio Allione, 66 anni, e della madre della donna, Emilia Dall'Orto, 93 anni. Per il medico legale il delitto potrebbe essere stato compiuto venerdì sera o nella notte tra venerdì e sabato. Nella notte tra domenica e lunedì i carabinieri hanno interrogato per 13 ore il figlio 26enne della coppia, che al momento della strage si sarebbe trovato in Val D'Aosta per una vacanza. Il giovane è poi stato rilasciato. Proprio lui, dopo avere cercato invano per due giorni di contattare i genitori, aveva chiesto ad un amico di Caselle di controllare la situazione. Poco prima, aveva parlato con una vicina di casa, che non vedeva gli Allione da due giorni e aveva notato una situazione insolita: il garage della villetta era aperto e la luce era rimasta accesa. Dopo aver scavalcato il cancello, l'amico del figlio è entrato in casa e la scena che si è presentata al suo arrivo è quella, drammatica, sulla quale stanno ora lavorando gli inquirenti: disteso sul letto della camera al piano terreno, il corpo dell'anziana suocera; nel corridoio al primo piano, proni, i cadaveri dei coniugi, l'uno accanto all'altro. Colpiti, secondo la ricostruzione dei Ris, con violenza insolita, con fendenti lanciati con ferocia alla schiena ed al torace anche quando i corpi erano privi di vita. Ma un dettaglio importante allunga la sua ombra sulla dinamica: a prima vista, i corpi non presentavano segni di violenza. Niente sangue, come se l'assassino, nonostante la furia dell'assalto, avesse pulito prima di allontanarsi. Tanto che la prima ipotesi degli inquirenti era stata quella di una fuga di monossido di carbonio, poi esclusa dopo l'esame dei corpi e l'osservazione dei colpi di arma da taglio. L'assenza dell'arma del delitto ha portato ad escludere l'ipotesi, inizialmente affacciatasi, di un omicidio-suicidio, né la polizia scientifica avrebbe riscontrato segni di effrazione. Un ulteriore elemento contribuisce ad infittire il mistero della villetta: i due pastori tedeschi degli Allione sono stati trovati legati nel sottoscala. Descritto dai conoscenti come un ragazzo perbene, educato, il figlio della coppia, che vive alla periferia nord di Torino, ha raccontato agli inquirenti di essere rimasto nella propria abitazione venerdì sera e sabato mattina, per poi partire con la fidanzata per la Valle d'Aosta. L'alibi del giovane sembra reggere, ed a suo carico è stata emessa solo una denuncia per possesso di alcuni grammi di marijuana, trovati nella sua abitazione. Secondo gli inquirenti la pista più probabile resta quella vicina alla famiglia: l'assassino sarebbe qualcuno che conosceva la casa del delitto. Oltre al giovane, che fino a qualche mese fa lavorava come magazziniere carrellista, gli inquirenti hanno interrogato la fidanzata e l'amico che ha trovato i corpi, oltre agli operai impegnati negli ultimi mesi nei lavori di ristrutturazione della villetta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA