Legge elettorale, da oggi Renzi aspetta risposte

ROMA «L'accordo sulla legge elettorale non si fa necessariamente a colpi di maggioranza». Così Maria Elena Boschi, responsabile delle Riforme Pd, conferma la linea del nuovo corso renziano di trattare con tutti, Berlusconi incluso, pur di arrivare a una nuova legge elettorale. «Ci interfacceremo con Forza Italia, dialogheremo con loro come con gli altri partiti» dice la parlamentare alla quale il segretario ha affidato la delega sulla riforma elettorale. Matteo Renzi spera di portare a casa la riforma entro febbraio, ultimo mese entro il quale sarebbe possibile andare a elezioni anticipate. Per questo aspetta già questa settimana risposte dagli altri partiti, poi «chi ci sta ci sta». «Sceglieremo il modello che consente la più ampia condivisione possibile in Parlamento perché la legge elettorale deve essere di tutti», spiega ancora la Boschi ricordando che il segretario democratico ha messo sul tavolo della discussione ben tre sistemi possibili: il Matterellum, corretto però in senso maggioritario, il sistema spagnolo e il sistema con il quale si eleggono oggi i sindaci. Il Pd anzi non ha preferenze, chiarisce Boschi, perché tutti vanno bene in quanto consentono di raggiungere l'obiettivo della governabilità e di sapere la sera dello spoglio chi ha vinto le elezioni. Ma la fretta della segreteria democratica insospettisce sia il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano che la minoranza del partito democratico, almeno nella sua parte filo governativa. Enrico Letta ha più volte ribadito che il governo non intende prendere parte al dibattito sul nuovo sistema elettorale ritenendo la materia di stretta attinenza parlamentare. Tra i fedelissimi del premier però si guarda con circospezione alle trattative di Renzi con Forza Italia. Silvio Berlusconi mercoledì tornerà a Roma per seguire direttamente il tavolo affidato a Denis Verdini. Il Cavaliere in questa fase è preoccupato per le sue vicende giudiziarie ma, punta ancora sulle elezioni anticipate, ed è convinto di avere in questo un alleato in Renzi. È invece il Ncd ad essere preoccupato per la trattativa diretta tra il Pd e l'ex premier. «Adesso Ncd si sta strutturando come forza politica e quali che siano i tempi e le regole per nuove elezioni con esso si dovrà fare i conti, anche per questo Renzi cerca di emarginarci e anche per questo cerca di usare gli estremisti di Forza Italia come i suoi veri utili idioti» dice Fabrizio Cicchitto avvertendo Renzi che non cadranno in "trappole". L'8 gennaio la commissione Affari costituzionali della Camera definirà le date delle audizioni, ma la discussione vera comincerà dopo la pubblicazione delle motivazioni con cui la Consulta ha bocciato il Porcellum. (m.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA