Anche Cortina boccia il Piano casa

Il piano casa e la tutela del territorio è il tema del convegno promosso da Confartigianato di Vicenza e di Treviso in collaborazione con il Consiglio regionale del Veneto e la Fondazione la Fornace dell'Innovazione mercoledì 8 gennaio a Casella d'Asolo (ore 18). Parteciperanno Clodovaldo Ruffato, Mario Pozza e Agostino Bonomo, Francesco Giacomin, Marino Zorzato, Franco Conte, Bruno Barel, docente dell'università di Padova, Gian Antonio Stella, Andrea Gios e Paolo Bassani. Modera il giornalista Daniele Ferrazza. di Alessandra Segafreddo wCORTINA Dopo Asiago, anche Cortina dichiara guerra al nuovo Piano casa della Regione. Il primo match l'ha vinto la regina delle Dolomiti che ha bloccato la possibilità di ampliare le case ai non residenti. Le cifre dicono tutto: 6 mila residenti che diventano 50 mila turisti nell'alta stagione, il 65% di splendide seconde case, 50 alberghi che possono essere riconvertiti in altre destinazioni. Messa in archivio la vittoria un paio d'anni fa, ora si riapre il braccio di ferro con Venezia e Cortina si mette alla testa dei « sindaci-disobbedienti». In che maniera? Con una delibera che approderà in consiglio comunale, per impugnare la legge-Zorzato che consente la demolizione dei vecchi edifici e la loro ricostruzione con volumi aumentati. I legali dell'amministrazione comunale sono all'opera da settimane per redigere un documento che sia il più inattaccabile possibile e che tuteli Comune e veri residenti. «È inaudita la proposta di Piano casa presentata dalla Regione», spiega l'assessore all'Urbanistica Stefano Verocai, «di fatto esautora i Comuni di ogni controllo del loro territorio. Il Piano casa costringe gli amministratori comunali a fare da passacarte, senza potere di veto sulle proposte edilizie: ciò spalanca le porte alle speculazioni». «C'è già la delibera votata dal Comune di Asiago che disattende la legge regionale perché non è stata prevista la Vas, ossia la Valutazione ambientale strategica, obbligatoria per gli aumenti di volume», prosegue Verocai. «Noi stiamo lavorando con l'obbiettivo di creare una cordata di Comuni che approvi nei rispettivi consigli un'unica delibera che si oppone al Piano casa del Veneto. Continueremo la nostra battaglia contro le seconde case che ci ha portato più volte davanti al Tar e ci ha visti spesso vincitori. Una battaglia che vuole tutelare il territorio e i veri residenti. Abbiamo approvato il Piano di assetto del territorio, il Pat, che sostituisce il Piano regolatore, ma con il nuovo strumento urbanistico il nostro documento perde di senso. Ci siamo opposti anche al vecchio Piano casa, ottenendo le agevolazioni per ampliamenti solo ai residenti.«Un amministratore deve pensare al futuro del paese e noi lo abbiamo fatto», aggiunge Verocai, «anche tenendo in estrema considerazione le realtà produttive. La filosofia di fondo , parte dalla contrarietà alle speculazioni edilizie, si basa sulla salvaguardia sull'indipendenza nella gestione del territorio. Il Piano casa apre invece le porte ai falsi residenti». E Cortina vuole stoppare le speculazioni, dando invece nuove possibilità solo agli ampezzani: «Abbiamo sempre dato una mano ai veri residenti. Possono fare richiesta di ampliamento coloro che vivono a Cortina dalla data di efficacia del Piano casa. Abbiamo aiutato chi necessitava di piccoli ampliamenti e chi ha case grandi e vuole ricavare appartamenti per i figli, garantendo la possibilità di farlo fino al quarto grado di parentela».