Senza Titolo

qualche domanda Gli inganni dei politici a un Paese che muore nCari amici deputati, consiglieri, militanti di ogni partito o esponenti della chiassosa, inetta e improbabile classe dirigente di questo Paese, ma come potete ancora baloccarvi con il fido Dudù di Berlusconi e i suoi altri "cagnolini" d'assalto, le sparate grilline antisemite e fasciste, le finte scissioni degli alfaniani, le bugie crocettiane - a partire da quelle sul suo stipendio -, le ineffabili alchimie delle primarie del Pd, mentre la vostra gente rovista nei cassonetti perché ha fame, il Sud sprofonda e viene abbandonato ogni anno da centinaia di migliaia di giovani, la malavita prende sempre più il controllo militare di pezzi del territorio e di settori dell'economia, gli imprenditori e i cittadini si suicidano perché lasciati da soli a fronteggiare l'irreversibile disastro economico e civile di questo Paese? Come potete continuare a sorridere beati al chiarore delle telecamere indicando continuamente una strada che voi non percorrerete mai o un futuro che è solo un inganno per i gonzi? Come potete addormentarvi sereni la sera senza sentire le urla di disperazione che scuotono il Paese, che trafiggono le coscienze dei più? Come potete mangiare tranquilli sapendo che le vostre scelte o le vostre non scelte, i vostri piccoli opportunismi di bottega precipitano nella disperazione ogni giorno milioni di vostri concittadini? Come potete continuare a non vergognarvi davanti allo spettacolo di desolazione che voi stessi avete creato? Come potete continuare a definirvi cristiani, sull'onda dell'entusiasmo per la predicazione di Papa Francesco, o semplicemente "cittadini"? Davide Romano Aft guizza Nessun problema con il Comune nA rettifica di quanto riportato nell'articolo "ambulatorio aggregato medici contro il Comune" apparso martedì sul Mattino, i medici dell'Aft Guizza intendono chiarire che gli importi da loro spesi sono stati discussi e accettati dalle parti di comune accordo e che il rapporto con il Comune di Padova è solido, trasparente e non di conflitto. I dottori Nicoletta Marcon, Fabiola Talato, Luigi Lucchiari, Nadia Malacarne, Maria Licursi, Paolo Toniato, Giuseppe Giarrizzo, Emiliano Maraglino l'accusa Le colpe dei sindacati madri dei forconi nCi tengo moltissimo ad inviarvi questa lettera di protesta contro i nostri sindacati, se così possiamo ancora definirli. Sindacati eletti col compito di difendere noi lavoratori e che invece ad oggi non sono riusciti a dare una risposta concreta, almeno una! A proposito, Voi avete visto qualcosa in tal senso? Sono iscritta ad un noto sindacato, da circa 15 anni ma dalla riforma Brunetta in poi, il Sindacato non ha mai dato qualcosa di certo a nessuno, abbiamo accettato in modo quasi silente il blocco dei contratti per 4 anni, l'eliminazione delle progressioni di carriera, l'annullamento della vacanza contrattuale dal 2014 o l'allungamento dell'età per arrivare ad una fantomatica pensione. Salvo alcuni comunicati o scioperi per comparti - un giorno scioperano i metalmeccanici, un giorno i dipendenti pubblici, un altro l'Alitalia e ancora i pensionati o i disabili - nessuno e dico mai nessuno sciopero è stato coordinato. Mi chiedo se allo Stato può interessare una manifestazione di un giorno! Ancor peggio lo sciopero regionale, una delle cavolate più assurde che si possono fare, come se a Roma interessasse lo sciopero fatto al sabato a Mestre o a Vicenza: ma ci rendiamo conto? In questi anni abbiamo, e intendo tutti, abbiamo perso un enorme potere di acquisto dei nostri stipendi e noi scioperiamo a Mestre, un giorno? In questi anni il sindacato cosa ha fatto, se non accettare con la scusa dei patti di stabilità ogni vergogna avanzata dal Governo e intanto i nostri pensionati muoiono di fame e la casta continua a ridere! Ed ecco qui, che ad un certo punto scopriamo il popolo dei forconi un movimento di gente comune, aggregatosi tramite il web che manifesta tutto il proprio dissapore nei confronti di chi ci governa ma anche contro chi ci doveva tutelare e non lo ha fatto. Riscopriamo così lo sciopero alla francese, ovvero come fanno i veri sindacalisti, visto che qui in Italia non esiste: in Francia quando c'è da scioperare lo fanno tutti assieme. Ricordo un grande sciopero, svoltosi per l'aumento dei carburanti: in quella occasione scesero in piazza tutti i comparti, persino i farmacisti. Per quattro giorni la Francia si bloccò e così lo Stato ritirò gli aumenti sulle accise. Ogni sindacato arroccato sulla propria sedia, sul proprio comparto, diviso più che mai, per scioperare un giorno, magari davanti ad un prefetto in una Provincia qualsiasi dispersa nel nord Italia, con i soliti fischi, le bandiere e la solita messa che recita: più lavoro per tutti, meno tasse per i lavoratori, aiutiamo i pensionati e bla-bla-bla ma sempre nulla di concreto. Mi chiedo cosa può interessare a Roma un sciopero fatto in questo modo? Basta, il vero sindacato oggi sono i Forconi, gente comune: pensionati, cassintergrati, padri di famiglia operai che non si sentono più tutelati da chi doveva tutelarli e non lo ha fatto, e questi sì, scioperano ad oltranza per ottenere almeno un qualcosa.Probabilmente dopo questa lettera riceverò risposte da qualche sindacalista che difenderà quanto fatto dal suo "zomparto", ma il dato certo è uno solo ed inequivocabile, se chi ci doveva difendere l'avesse fatto veramente, oggi non ci sarebbero i forconi in piazza. Carolina Temoli