Putin sbarca in Italia Dal Papa al Quirinale visita tra le proteste

di Maria Rosa Tomasello wROMA Preceduto dalle proteste di solidarietà con le Pussy Riot, le cantanti del gruppo punk femminista in carcere per teppismo, con decine di manifestanti in strada a Roma, e dall'appello di Greenpeace per la liberazione definitiva dei trenta attivisti dell'Artic Sunrise, con striscioni di fronte al Vaticano, al Quirinale e a Palazzo Chigi, Vladimir Putin è sbarcato ieri in Italia. Due giorni di incontri ufficiali fittissimi a Roma e a Trieste, dove oggi è in programma il vertice intergovernativo con il premier Enrico Letta, intervallati dall'incontro di ieri sera a palazzo Grazioli con il vecchio amico Silvio Berlusconi che, nel pieno della battaglia politica contro la decadenza, lo ha invitato a cena con un menu «strettamente patriottico» e ha smentito di essere interessato a un passaporto diplomatico russo per sfuggire alle restrizioni dei servizi sociali: «È una ipotesi che non ho mai considerato, voglio che la mia innocenza venga fuori a tutto tondo». Protetto da uno spiegamento di forze rigidissimo e circondato da una delegazione imponente con undici ministri, il presidente russo è arrivato alle 16.43 all'aeroporto di Ciampino per presentarsi da papa Francesco, complice il ritardo nell'atterraggio, 50 minuti oltre l'orario previsto. Per Putin è stata la quarta volta Oltretevere e il terzo Pontefice incontrato dopo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Una visita voluta fortemente dopo che Jorge Mario Bergoglio, con il suo appello ai Grandi durante il G20 di San Pietroburgo, aveva favorito gli sforzi russi per fermare l'intervento occidentale in Siria, mentre gli Stati Uniti si preparavano al blitz. E la pace in Medio Oriente, così come la crisi siriana sono stati ancora una volta al centro di un colloquio di 35 minuti definito «cordiale», in cui è stata ribadita la necessità di «una soluzione pacifica del conflitto» in Siria che «privilegi la via negoziale», in modo da consentire la cessazione delle violenze e l'assistenza umanitaria alla popolazione. Putin, che prima di partire per Roma aveva firmato un decreto contro la pubblicità abortista, ha portato a Francesco il saluto del patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa, ma non ha formulato al Papa l'invito a recarsi in Russia: «Nessuno si aspettava che ci fosse» ha sottolineato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. Prima di salire al Quirinale per l'incontro con Giorgio Napolitano, Putin ha visto un altro ex premier e amico di vecchia data, Romano Prodi, presidente del gruppo di lavoro Onu-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa. Il presidente russo si è dichiarato disponibile ad un impegno diretto nella nuova strategia di aiuti al Sahel, e ha chiesto la collaborazione di Prodi sul tema dell'immigrazione in vista del G8 di Soci che si terrà nel prossimo giugno, durante la presidenza russa. Oggi, in una Trieste superblindata, il summit con Letta: previsti 20 accordi su energia, industria e turismo, in un dossier in cui spuntano i nomi di Ilva e Alitalia, mentre il M5S chiede che il governo riferisca «sugli oscuri affari dello zar russo» con l'Italia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA