la manovra

di Vindice Lecis wROMA Con le vecchie Finanziarie, la montagna di emendamenti veniva definita come un "assalto alla diligenza". Ma ora che soldi non ce ne sono più, la battaglia parlamentare si concentrerà su alcune cose essenziali. Infatti la valanga di emendamenti presentati (3.100 di cui 2.190 della maggioranza, 903 dell'opposizione) non deve trarre in inganno: molte centinaia di emendamenti-bandierina saranno ritirati e il confronto punterà a caratterizzare di un segno nuovo la legge di stabilità. A saldi invariati, precisano fonti del governo. Il Pd, che ha annunciato di abbattere in commissione molti dei suoi 992 emendamenti, punterà a confermare quelli sul welfare (pensioni e fisco). Allo stesso modo il Pdl (814 proposte di modifica) cercherà di far prevalere i temi della sua impostazione di politica economica basata sul condono fiscale e sulla vendita delle spiagge che sta provocando un durissimo confronto. Con l'inizio della discussione in Commissione entra nel vivo la mobilitazione promossa da Cgil, Cisl e Uil: 4 ore di sciopero articolate a livello territoriale. A partire da domani e fino a venerdì 15 tutte le province d'Italia saranno interessate dall'astensione dal lavoro. I sindacati chiedono misure per diminuire le tasse sui lavoratori e pensionati, così come risorse per rivalutare le pensioni, insieme all'adozione di iniziative per affrontare i nodi della Pubblica amministrazione e dare efficienza alla spesa pubblica. Decine le manifestazioni in programma a partire da domani per arrivare a venerdì, quando, a Milano, il leader della Cgil Susanna Camusso, parteciperà alla manifestazione unitaria in piazza della Scala. Da domani comunque Camusso, Bonanni e Angeletti cominceranno una serie di incontri con i gruppi parlamentari perché, ha ricordato la segretaria della Cgil, la legge di stabilità «è il banco di prova del governo». Per l'esecutivo risponde il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini secondo il quale è giunto il momento «di fare scelte importanti per migliorare la qualità della vita di molte persone». Sulla legge di stabilità, sottolinea, «forse ci sono state troppe aspettative e questo è il momento di fare delle scelte importanti». Martedì dunque si comincia con la discussione degli emendamenti. Il Pd, impegnato in una tumultuosa campagna congressuale, vuole tentare di far cambiare il segno della legge. Dice Epifani, segretario democratico, che non si tratta di «un pranzo di gala» e indica due obiettivi: «più investimenti e più equità». Ma scoppia la vicenda dell'emendamento del Pdl di vendere le spiagge per fare cassa. Proposta «impresentabile e che offende la dignità del Paese. Aspettiamo solo che qualche emulo di Totò proponga di vendere la Fontana di Trevi», attacca Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera. Rincara Nichi Vendola, leader di Sel: «Abusivismo, cementificazione, condoni. Cosa altro vogliono fare alla nostra Italia? Non permetteremo in alcun modo un altro colossale scempio delle coste del nostro Paese, un bene comune di tutti gli italiani». Fortemente critiche le associazioni ambientaliste, a cominciare da Legambiente. Il senatore del Pdl Sergio Pizzolante, estensore dell'emendamento alla legge di stabilità in materia di spiagge replica che «non si vendono gli arenili, ma solo le aree dove vivono gli immobili che sono dei privati. Ed è questa la grande occasione per un'opera di riqualificazione delle strutture turistiche italiane». ©RIPRODUZIONE RISERVATA