San Siro in lacrime per l'addio a Giulio

di Nicola Stievano wBAGNOLI La bara portata a spalla dagli amici fino al cimitero, le magliette con la foto, i palloncini bianchi liberati in cielo, le parole che non bastano mai a descrivere le emozioni, a tenere il filo dei ricordi che si fanno strada tra le lacrime, il lungo abbraccio ai genitori, circondati da centinaia di persone, le note delle canzoni e il rintocco delle campane. Giulio Piva, morto alla festa per i suoi 18 anni, è stato salutato così, con i gesti e le parole, con le immagini e i suoni. Una folla mai vista nella frazione di San Siro ha occupato la piazza e le strade vicine con largo anticipo, gli amici si sono presentati con una maglietta speciale, bianca con la foto e la scritta "Ciao Giulio". I giovani atleti del Bagnoli Calcio 1967, oltre un centinaio, erano schierati sul sagrato con le divise arancione. Intorno tanta gente che ha salutato con un applauso l'arrivo del feretro, seguito dai genitori Raffaele e Susi, abbracciati agli altri due figli. In chiesa anche il parroco Don Remo Morello trattiene a stento la commozione e le lacrime. «Sembra che il paese di San Siro si sia fermato di fronte a questo tragico evento» ha detto il sacerdote con la voce rotta dall'emozione durante l'omelia, «Ringrazio tutti a nome dei genitori per questa partecipazione sfociata dal cuore. Giulio non è stato consegnato al nulla ma ad un Padre che lo ha infinitamente amato. A papà Raffaele e alla mamma Susi dedico le parole di Gesù: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? È difficile crederci, focalizzare questo traguardo nella prospettiva dell'eternità e della pace, specie in questa società». Dopo la lettura della preghiera del donatore, perché con le cornee e i tessuti di Giulio sono stati curati tre giovani, altri ricordi, altre emozioni. A partire dalle parole dell'amica Lara, che era accanto a lui anche quella notte drammatica: «Ti volevamo bene in tanti, era facile volerti bene. Ora ci travolge un fiume di ricordi: ogni mattina in pullman guardo il sedile vuoto e già mi mancano i nostri discorsi filosofici, ma anche le tue cavolate, le battute e gli scherzi. Il tuo prendere tutto alla leggera ci ha fatto dannare ma riuscivi sempre ad infondere serenità. Adesso dovrai essere tu piccolo angelo a consolarmi da lassù.Ti ho accompagnato fino alla fine, ho sempre davanti agli occhi il tuo viso pallido stretto fra le tue mani. Mi sarà difficile vederti solo nella mia testa sorridente, ma so che tu ci sarai sempre accanto. Ciao Giulietto». Prende la parola anche un'insegnante: «A scuola Giulio scherzando diceva "tra pochi giorni sarò maggiorenne e firmero io le giustificazioni". Amava e desiderava la libertà. Di amici ne aveva tanti e ascoltava tutti. Adesso sarà lui dal cielo a proteggere i genitori». Un amico d'infanzia: «Ti conoscevo dalla prima elementare sei stato un grande amico perché eri amico di tutti. Ci hai lasciato tanti ricordi e nessuno brutto. Rimarrai per sempre in un angolo del nostro cuore dove c'è scritto Giulio». «Adesso ogni gol avrà il tuo nome», conclude un compagno di squadra. Fuori dalla chiesa l'ultimo abbraccio e un lungo applauso: «Ciao Giulio». GUARDA LA FOTOGALLERY E COMMENTA www.mattinopadova.it