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TREVISO «Le cose non stanno proprio così» spiega la banca. Il primario istituto di credito nazionale che ha gestito la pratica della parrucchiera denunciato dalla Confartigianato trevigiana riferisce che si tratta di un caso che ha un pregresso. La procedura è corretta ed è stata gestita dal centro imprese dell'istituto. Nel caso in oggetto, all'esercente è stata chiesta una garanzia supplementare a causa di uno storico con la banca. In pratica la banca ha esaminato tutta la storia imprenditoriale della parrucchiera ed ha accertato che il suo livello di solvibilità aveva una «pecca». Per questo, la procedura prevede l'aumento delle garanzie fino al 150 per cento. Discrezionalità della filiale? Nessuna, la procedura è gestita dai livelli superiori perché così è previsto dalla regole interne degli istituti. Insomma, le procedure non fanno differenze, almeno per le parrucchiere.