Foscarini mette in riga il Cittadella «Se ci sentiamo bravini, le becchiamo»

di Francesco Cocchiglia wCITTADELLA Le urla dell'allenamento pomeridiano parlano chiaro. Il Cittadella, dopo tre successi di fila, non può adagiarsi sugli allori. Una striscia simile non si registrava dal 2010, quando, dopo aver battuto Ascoli, Gallipoli e Triestina, i granata surclassarono il Mantova per 6-0 volando dritti verso i playoff. Nonostante ciò, Foscarini ieri non le ha mandate a dire ai suoi, non risparmiando qualche strigliata ai singoli: «I giocatori lo sanno, se vogliamo migliorare dobbiamo mantenere intensità», spiega così il mister i rimproveri al gruppo. «Capisco che a volte possa accadere che, dopo essersi allenati anche al mattino, ci sia un po' di stanchezza. Ma se non si supera la soglia della fatica, non cresceremo mai a livello mentale. Dobbiamo alzare l'asticella, e non possiamo farla quando siamo belli: è soprattutto in situazioni di stanchezza e sofferenza che si vedono i progressi veri». Paradossalmente, tre vittoria di fila non aiutano a migliorare questa mentalità. «Inconsciamente ci aiutano molto sotto il profilo del morale: i ragazzi lavorano sciolti, con uno stato d'animo positivo. Ma c'è, è vero, il rovescio della medaglia: se dopo tre vittorie ci sentiamo "bravini", state certi che andremo a prendere schiaffi la gara successiva». Tre vittorie di fila, in ogni caso, non arrivavano da tre anni e mezzo: una bella soddisfazione. «Credo che fare una striscia simile sia difficilissimo. Ma il compito mio e dello staff è di tenere la squadra sul pezzo». Il cambio di modulo ha portato i frutti sperati, si può dire che sia andato anche oltre le aspettative? «Direi di sì. Non ne avremo mai la controprova, ma penso che la svolta vera sia stata quella mentale: dopo la scialba partita con la Juve Stabia, questa squadra sarebbe ripartita comunque. Il cambio di modulo ha portato più compattezza, ciò che prima ci mancava, e ci ha dato maggior equilibrio difensivo, ma non è stato decisivo». Ora vi attende il Brescia, che ha ottenuto finora ben sei pareggi: vince poco, ma raramente perde. «Visto che sono lombardo d'adozione, leggo spesso le cronache di Brescia. La piazza attende le due gare casalinghe consecutive proprio per invertire questo trend, e già da quella contro di noi cercheranno la prima vittoria al Rigamonti. Se andremo a fare la partita della vita, potremo anche centrare il risultato. Se ci compiacciamo dei tre successi, diventa dura». Infortuni e squalifiche non l'aiutano. Si va comunque verso la conferma del modulo? «Penso di sì, credo che la squadra sia delineata. Non ci saranno Donnarumma e Di Roberto davanti, ma abbiamo un gruppo che se la può giocare con tutti. Hanno ripreso ad allenarsi Montini e Paolucci, anche se contare su di loro per sabato è prematuro». Rientreranno oggi anche Di Gennaro e Pecorini, che ieri hanno preso parte con l'Under 20 azzurra di Evani al match con la Svizzera: 1-1 il finale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA