«Sicurezza, la nuova legge: chi l'ha voluta e perché

l'INTERVENTO Nei giorni scorsi il Parlamento ha approvato una legge molto importante per la sicurezza dei cittadini. Il provvedimento, noto anche come legge contro il femminicidio, contiene nuove norme per prevenire e punire le violenze contro le donne, per combattere le rapine agli anziani, per contrastare i furti e i danni alle infrastrutture energetiche e di comunicazione e per rafforzare la legislazione contro il tifo violento. Nonostante l'allarme quasi quotidiano dei mezzi di informazione sui temi della sicurezza e dei maltrattamenti e degli omicidi contro le donne la discussione e i contenuti della legge sono stati quasi ignorati dall'opinione pubblica. In realtà sulla legge si è svolto alle Camere un dibattito interessante perché ha messo in evidenza le profonde differenze tra le forze politiche. Infatti la legge è stata votata soltanto da Pd, Scelta civica e Pdl; mentre Sel e 5 Stelle hanno fatto una dura opposizione e non hanno partecipato al voto finale per contestare le norme contro il tifo violento e contro i danni e i furti alle infrastrutture strategiche. Le novità principali a tutela delle donne sono cinque: la relazione affettiva diventerà un elemento aggravante del reato di violenza; in caso di gravi minacce la querela della persona offesa sarà irrevocabile; le pene per i reati di stalking e per le violenze sono aumentate e sarà così possibile ricorrere a intercettazioni telefoniche durante le indagini e all'arresto obbligatorio in caso di flagranza; le persone allontanate potranno essere controllate con il braccialetto elettronico; le vittime potranno ricorrere al gratuito patrocinio e, se immigrate, potranno avere il permesso di soggiorno. Le norme penali sono accompagnate da un piano e da risorse del governo per sensibilizzare l'opinione pubblica e per costruire nuovi centri antiviolenza e case rifugio. La legge interviene anche su altri aspetti fondamentali per aumentare la sicurezza. Sono introdotte nuove aggravanti per chi commette rapine contro persone con più di 65 anni e per il reato di frode informatica mediante il furto o l'utilizzo indebito dell'identità digitale. Infine ci sono le norme contestate da Sel e 5 Stelle. La prima è la proroga al 30.6.2016 della legislazione sull'arresto in flagranza differita e sulle misure coercitive per chi commette violenze durante le manifestazioni sportive. E' bene ricordare che questa legislazione, perfezionata dopo l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti durante i disordini causati da gruppi ultras, ha ridotto in modo significativo le violenze e ha reso più sicuri gli stadi. Non è un caso che la campagna contro le norme vigenti è promossa proprio dai gruppi ultras più violenti. La seconda novità consiste nell'inasprimento delle pene per i reati di furto e danneggiamento di materiale da impianti e infrastrutture per erogare servizi pubblici. Così sarà più facile prevenire e contrastare le azioni dei gruppi violenti per impedire la realizzazione della linea altra velocità Torino-Lione in Val di Susa o di altre opere pubbliche e i furti di rame lungo le linee ferroviarie. Sel e 5 Stelle hanno presentato identici emendamenti per bloccare le nuove norme: se fossero stati accolti gli ultras degli stadi e i violenti della Val di Susa avrebbero festeggiato. Con simili posizioni si rischia di alimentare un atteggiamento irresponsabile che giustifica e protegge i comportamenti violenti degli ultras e degli estremisti "no tav" rendendo sempre più pericoloso e difficile il lavoro delle forze dell'ordine impegnate a proteggere la sicurezza negli stadi e per i lavoratori delle imprese che stanno costruendo la Torino-Lione. La legge appena approvata serve ad aumentare la sicurezza, garantendo il rispetto dello stato di diritto e contrastando i violenti in modo efficace e senza ambiguità. Alessandro Naccarato deputato Pd