Indagato il camionista Sequestrati i frammenti

di Carlo Bellotto Aperta un'inchiesta sull'abbattimento, seppur involontario, della statua della "Gatta". Il pubblico ministero Sergio Dini ha iscritto nel registro degli indagati Paolo Fusco, 45 anni, il camionista che lunedì, durante una retromarcia al volante del suo mezzo, ha travolto l'opera d'arte di fronte alla chiesa di Sant'Andrea, uno dei simboli della città. All'autista, originario della provincia di Salerno ma residente a Ponte San Nicolò, viene contestata la violazione alla legge speciale per la tutela ai beni artistici e ambientali. Le decisioni della Procura. Il magistrato ha acquisito il rapporto della Polizia municipale sull'incidente e ha dato mandato di far sequestrare i resti del monumento ai carabinieri di Vigonza. Perché proprio a loro, visto che lo sfregio è avvenuto in centro città? Il pubblico ministero ha ordinato che i frammenti della "Gatta" restino sequestrati all'interno della Rws srl "Restauro beni culturali" di via Argine Sinistro 8 a Vigonza. La scelta è caduta su di loro, esattamente su Davide Cavalletti, visto che la medesima impresa si era occupata del restauro nel 1989, portato a termine alla perfezione. Ieri pomeriggio Cavalletti non era in sede e dall'azienda non hanno voluto commentare la decisione di affidare a loro la sistemazione dell'opera. Ovvio che non si potrà procedere alla sistemazione della "Gatta" subito, visto che si deve attendere il dissequestro. Va detto anche che la dinamica di quanto successo è chiara. E che l'indagine potrebbe durare lo stretto necessario per raccogliere tutte le prove. La ricostruzione. Erano le 12.23 quando un rumore sordo ha attirato l'attenzione dei presenti. Un camion in retromarcia, dopo aver scaricato della merce in un negozio vicino, stava abbandonando il centro. Era una manovra insolita, obbligata dal fatto che via Sant'Andrea era chiusa da un cantiere. Paolo Fusco non si è accorto della statua e quindi l'ha travolta e fatta cadere dal basamento senza minimamente frenare la sua corsa. Si è accorto subito di aver fatto un danno inestimabile, visto che ha chiamato al telefono il suo titolare dicendogli: «L'ho combinata grossa, abbiamo un problema». Effettivamente il problema c'è, eccome. Il titolare della ditta di trasporto Angelo Zucca assicura che il massimale della polizza sfiora gli 8 milioni di euro, ma guardando le centinaia di frammenti della statua si può intuire che i soldi non saranno purtroppo del tutto risolutori. L'autista non aveva il permesso all'accesso nella zona pedonale, dove si entra con un'autorizzazione provvisoria, ma solo quella di accesso nell'area a traffico limitato. È subito stato chiaro a chi è intervenuto dopo l'incidente - e quindi anche agli assessori Marco Carrai e Andrea Colasio - che camion di quelle dimensione nell'area pedonale non devono assolutamente entrare. Si deve agevolare chi deve scaricare in centro storico ma forse bisognerebbe evitare che il servizio venisse fatto da camion di grosse dimensioni com'era quello condotto da Fusco. Basta infatti un attimo di disattenzione perché si verifichino incidenti come quello di lunedì. Il punto più alto. La statua della Gatta segna il punto più alto della città, 85 metri sul livello del mare. Fu eretta nel 1.209 per celebrare la vittoria delle milizie padovane contro Aldobrandino ed Azzone II d'Este. Negli anni la "Gatta" fu oggetto di scherzi goliardici, seppur innocui. Ora la speranza di tutti i cittadini è che il restauratore riesca a ricomporla in tempi brevi riuscendo a farla risplendere com'era un tempo. GUARDA LA FOTOGALLERY E COMMENTA www.mattinopadova.it