L'autista eroe: «Ho agito d'istinto»

PIEVE DI SOLIGO Un gigante buono. L'angelo custode che domenica mattina, sull'A4, ha messo di traverso il proprio Tir per salvare la bambina marocchina volata sull'asfalto, si chiama Ionut Purice. È un camionista rumeno di 29 anni, sposato e con un bimbo. Vive a Taglio di Po, è conosciuto da tutti come Ion, e non si reputa un eroe: «Ho agito d'istinto». La piccola di 8 anni, intanto, resta ricoverata all'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, e migliora. Pare che non sia più in pericolo di vita. Il sogno del papà potrebbe presto realizzarsi: stringere la mano all'uomo che ha salvato sua figlia, impedendo che venisse travolta dalle altre auto. Era scomparso nel nulla, l'autista del Tir. Ripartito come se niente fosse in direzione Rovigo, per portare in magazzino il suo carico di pesce. Ion non ama i riflettori, e non si è accorto di quello che stava succedendo attorno a lui. Anzi. Domenica pomeriggio, quando è rientrato in sede, per prima cosa si è scusato per il ritardo con il suo titolare: «Sono rimasto fermo un'ora per un incidente». Nient'altro. A svelare il retroscena è Robertino Bonato, titolare della Bierreti Trasporti di Porto Viro (Rovigo). Che racconta anche di come, domenica sera, Ion sia ripartito subito per il Nord Europa, per un'altra missione. Martedì era in Germania, ieri in Olanda: solo oggi rientrerà dalla sua famiglia a Taglio di Po. E nel suo lungo viaggio, mai il sospetto di essere diventato un eroe. Nemmeno dopo che dalla sede gli hanno raccontato che il papà della piccola lo stava cercando, per ringraziarlo: «Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare», ha rivelato al suo titolare. Forse non si è reso conto che quella manovra è stata decisiva per salvare la piccola: «Si è preso i suoi rischi, è stata una manovra molto coraggiosa», spiega Bonato, «ma Ion mi ha detto che si sentiva sicuro, ha guardato negli specchietti prima di farla, e così ha salvato una vita».