Lo schiaffo di Amanda «Sono innocente non sarò al processo»

ROMA Amanda Knox non vuole «sfuggire» al nuovo processo che l'attende a Firenze per l'omicidio di Meredith Kercher. «Ma non torno in Italia» ha annunciato al suo difensore Luciano Ghirga che l'ha incontrata negli Usa per fare il punto della situazione in vista della prima udienza in programma il 30 settembre. Una presenza che invece «è dovuta» secondo l'avvocato Francesco Maresca che rappresenta da sempre la famiglia Kercher. «Dovuta per l'importanza del processo - ha spiegato il legale - ma anche per il rispetto che si deve alla Corte e alla povera vittima della quale non si parla mai». Dopo la condanna in primo grado 26 e 25 anni di reclusione, Amanda Knox e Raffaele Sollecito - che si sono sempre proclamati innocenti - sono stati assolti in appello tornando liberi dopo essere rimasti quasi quattro anni di carcere. Sentenza poi annullata a marzo dalla Cassazione che ha disposto un nuovo processo d'appello per i due giovani da celebrare questa volta a Firenze (per questioni procedurali). Un meccanismo che la Knox dice di «non comprendere». Una posizione quella della giovane americana che il suo legale tenta di spiegare. «La sua è solo una scelta processuale - sottolinea Luciano Ghirga - Meredith non capisce come processualmente possa essere prima nero, poi bianco e ora di nuovo nero. Quando l'abbiamo incontrata ha ribadito di essere innocente e di affidarsi completamente ai suoi difensori, cioè a me e al collega Carlo Dalla Vedova». Il legale ha sottolineato comunque che «Amanda non sta fuggendo», ricordando l'assoluzione con formula piena in Appello. «Sono libera e presunta innocente - ha ribadito la stessa Knox dagli Stati Uniti - ho sostenuto 86 udienze e in decine di occasioni ho presentato dichiarazioni spontanee, che altro dovrei dire o fare di più?» La ragazza è apparsa ai suoi interlocutori magra e in ansia per il prossimo procedimento. Di tutt'altro avviso l'avvocato della famiglia Kercher che giudica invece «inopportune» le sue dichiarazioni «di fronte a una sentenza importante come quella della Cassazione che ha disposto un nuovo processo d'Appello». «È ovvio - ha aggiunto Maresca - che sia in ansia in vista di una decisione importante per la sua vita. Così come è in ansia la famiglia Kercher. Ci vuole però rispetto per la Corte d'Assise d'appello di Firenze e per la vittima. La Knox - ha sottolineato ancora l'avvocato - deve accettare il meccanismo processuale italiano che prevede l'annullamento con rinvio di una sentenza. È un suo diritto essere contumace nel processo - ha concluso il legale della famiglia Kercher - ma questo suo atteggiamento di vittima della giustizia italiana è ormai intollerabile».