Regione divisa in tre parti

VENEZIA Centodieci province e venti regioni sono troppe e troppo poche. E per il Veneto dei 581 campanili vale lo stesso discorso. A farlo la Società geografica italiana, che nel gioco dell'oca del Lego amministrativo monta-smonta-rimonta dice la sua per portare alla cessazione delle regioni, mentre nascerebbero 36 macroprovince con poteri regionali. I geografi vedrebbero il Veneto smembrato, anche se meno di altre regioni, in quanto manterrebbe un nucleo forte fatto delle province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza e Belluno. Rovigo formerebbe con Ferrara la provincia del Delta Po; mentre Verona costituirebbe una macroprovincia con Mantova e Brescia. Dal Veneto sarebbero però già arrivare rimostranze ai geografi così sintetizzate: «Il Veneto non è una conchiglia vuota sul piano identitario, ma una terra con un'identità, una storia, una lingua, un modello economico e un territorio delimitato da confini naturali». Se poi andiamo a vedere come sono state smembrate altre regioni, possiamo archiviare anche questo come uno dei tanti inutili contributi alla confusione generale.