Lega, la minoranza diserta il vertice con Tosi

PADOVA Non si placa la guerra nella Lega, ormai dissolta come partito. Dopo la sconfitta di Treviso e la bufera per l'orribile post su Fb di Dolores Valandro contro il ministro Kyenge, ieri Flavio Tosi ha convocato la direzione per analizzare la situazione politica e adottare i provvedimenti di espulsione. Ma l'opposizione interna, che fa riferimento alla minoranza che ha perso il congresso, non si è presentata e ha contestato la convocazione dell'assemblea, avvenuta senza il rispetto dei 5 giorni di preavviso. Un escamotage che non ha impedito a Tosi di continuare sulla propria strada, che porta all'espulsione di chi ha contestato Maroni durante la festa di Pontida. Si tratta di 35 dirigenti che fanno riferimento all'ala più fedele a Bossi, come Paola Goisis e Santino Bozza, già cacciato dal gruppo in Regione, all'ala veneziana guidata da Giovanni Furlanetto e dall'ex deputato Callegari, che sono in lista d'attesa per essere cacciati. La federazione di Venezia è stata commissariata da Tosi che ha inviato Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso, il quale si è trovato la porta sbarrata e da quel giorno nella Lega è scoppiato l'inferno. Con tanto di mega rissa davanti alla sede nazionale del partito. Quei 35 provvedimenti di espulsione sono stati respinti dai probiviri di via Bellerio a Milano, ma per Tosi restano validi. Per quanto riguarda il risultato elettorale, riflessione amarissima dopo la sconfitta di Treviso, Vicenza e San Donà. Ormai la Lega è al 5-6%, mentre le liste civiche dei candidati sindaco viaggiano attorno al 15-20%. A lanciare questa formula è stato proprio Flavio Tosi a Verona, che pensa di ripetere l'esperimento per le regionali del 2015 ma anche il governatore Luca Zaia ha annunciato delle novità: si arriverà alla lista Zaia per il Veneto, con la Lega ridimensionata perché marchio vecchio e caduto in disgrazia? C'è materia per i politologi.