Lavoro ai giovani, oggi vertice europeo

di Vindice Lecis wROMA Oggi il vertice con Francia, Germania e Spagna. Ieri l'incontro con i sindacati. Di fronte alle emergenze lavoro-disoccupazione-licenziamenti, il governo prepara il decreto che sarà approvato a fine mese. Ma senza soldi non ci potrà essere svolta. Spiega infatti il sottosegretario alla presidenza, Giovanni Legnini, che «la misura più importante la potremmo avere se e quando l'Europa ci autorizzerà a spendere in aggiunta, in deroga agli impegni assunti in sede europea». Bruxelles non sembra, al di la delle periodiche e preoccupate esternazioni sulla disoccupazione, intenzionata ad allentare le politiche di austerità, poco efficaci. Per il ministro dell'Economia, Saccomanni, c'è comunque la possibilità di un passo in avanti dal vertice di oggi tra Italia, Spagna, Franca e Germania: «Avendo riconosciuto che il rapido miglioramento del mercato del lavoro è condizione essenziale per supportare la crescita nell'economia europea» servirebbe un «coordinamento fra politiche finanziarie e politiche del lavoro a livello nazionale ed europeo». Potrebbe non esser sufficiente e, infatti, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto ieri al ministro Giovannini di mettere sul tavolo qualcosa di più. L'incontro è durato un paio d'ore. «Interlocutorio» ha commentato Raffaele Bonanni, segretario della Cisl. Serve ancora un maggiore confronto. Per questo Susanna Camusso, leader della Cgil, ha giudicato «positivamente» il fatto che le misure sul lavoro non saranno già inserite nei provvedimenti che il governo si appresta a varare domani. E comunque, ha insistito, i sindacati hanno fatto presente come la «prospettiva non può più essere quella della precarietà». Il pacchetto di misure per l'occupazione ruota attorno all'idea di sgravi fiscali e contributivi alle imprese per le stabilizzazioni e le nuove assunzioni di giovani a tempo indeterminato. Altri interventi: pause azzerate tra un contratto a termine e l'altro, anticipo del Programma europeo della Garanzia giovani (opportunità di impiego entro 4 mesi dalla fine degli studi o dall'inizio della disoccupazione), semplificazione dell'apprendistato e rafforzamento dei servizi per l'impiego. Gli interventi ipotizzati avranno la durata di un biennio ma mancano molti dettagli. Il nodo è quello di sempre: le risorse. Il governo ha spiegato ai sindacati che un miliardo arriverà dalla riprogrammazione dei vecchi fondi europei ancora non spesi. Ma il quadro delle disponibilità finanziarie non è chiaro. Tutto dipenderà anche da cosa si deciderà di fare sull'Iva, il cui aumento di un punto previsto dal 1 luglio farà entrare nelle casse dello Stato due miliardi di euro. In via teorica in caso di conferma dell'aumento dell'Iva, una parte dei proventi potrebbero essere destinati all'occupazione. Il decreto potrebbe contenere la riduzione del cuneo fiscale per nuove assunzioni con copertura totale degli oneri per due anni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA