Gianella e Recaldin, una sfida senza apparentamenti

PIOVE DI SACCO Dopo le analisi del voto e un giorno di quasi relax per riprendersi dalle fatiche del primo turno elettorale, ieri i candidati sindaco sono tornati in pista in vista dell'appuntamento decisivo con le urne nel ballottaggio del 9 e 10 giugno. Una situazione per certi versi comica quella che si è vista in centro, in piazza Risorgimento, dove come di consueto si installano i gazebo elettorali. Doppio gazebo, sfilza di bandiere, e quattro gigantografie per Recaldin. Il grande assente, in realtà, dalla piazza, poiché è rientrato solo nel primo pomeriggio da Roma dove lavora. A far promozione per lui c'erano comunque i fedelissimi della Lega, tra tutti il capolista Antonio Zorzi. Presente, per contro, il candidato Gianella, impegnato a salutare e ringraziare gli elettori e a illustrare il suo programma, ma assistito da un "gazebino" senza tante pretese e un unico manifesto elettorale. Ieri mattina l'ufficio elettorale del Comune ha anche informato i candidati del termine ultimo per ufficializzare eventuali apparentamenti: le nuove alleanze potranno venire depositate entro domenica a mezzogiorno. Ma probabilmente non si presenterà nessuno. Se Gianella ha detto da subito che l'unica alleanza che intende è quella con i cittadini, l'ipotesi di un apparentamento pare remota anche per Recaldin. Ufficialmente il Pdl non gli ha teso la mano. Gli stessi militanti leghisti hanno poca voglia di rimescolarsi con gli azzurri dopo i dissapori che hanno mandato all'aria l'ultima giunta di centrodestra. E Recaldin, leghista della corrente più intransigente, pur di colmare il gap, si scopre musa persino per moderati e cattolici: "Credo di poter intercettare il loro voto" dice, "al di là di eventuali apparentamenti". (e.l.)