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di Cristina Chinello wSAONARA Un oro, un argento, un Europeo: è un maggio stellato per Stefania Gobbi, 18 anni, di Saonara. Lei è una ragazza come tante, che alterna scuola (quarto anno allo scientifico Cornaro) e sport. Fino a cinque anni fa giocava a pallavolo, «Ma poi» racconta, «ho smesso perché non mi trovavo bene con la squadra. Era il periodo delle Olimpiadi di Pechino, si parlava della Idem (che però pratica canoa), Rossano Galtarossa aveva vinto l'argento con il quattro di coppia, e guardando questi successi mio papà mi butta lì un e perché non provi con il canottaggio?. E alla fine mi sono appassionata». Qualche settimana fa ha vinto una gara internazionale a Piediluco, il memorial D'Aloja, vestendo la maglia azzurra per la prima volta dall'inizio dell'anno. In coppia con Arianna Mazzoni di Viareggio ha vinto il doppio Junior. Al secondo meeting internazionale (valutativo per la Federazione, per individuare i convocati per Europei e Mondiali di categoria), si è classificata al secondo posto nel doppio e al terzo nel singolo. Pertanto «Il 22 maggio si parte per gli Europei di categoria di Minsk, non so ancora con quale barca, se con il doppio o il quattro di coppia». Una bella soddisfazione per questa giovane di Villatora, genitori di Saonara anche se non si direbbe: «In effetti da quando sono in giro per raduni e conosco persone provenienti da tutta Italia, mischio un sacco di accenti. L'anno scorso sono stata un mese in preparazione a Varese con ragazze che provenivano dalla Toscana, dalla Lombardia, dalla Campania, dalla Sicilia. Quando sono tornata a casa i miei non mi hanno quasi riconosciuta». Atleta e studentessa, un binomio che spesso stride: «Diciamo che i miei prof preferirebbero che stessi a scuola. L'anno scorso è stato un po' traumatico. Adesso non mi agevolano, ma almeno sono preparati». E dopo la maturità? «Non ho idea di cosa farò. Continuerò con lo sport, tranquillamente per almeno un altro anno. Poi vorrei trovare comunque un lavoro, perché il canottaggio da solo non dà da vivere. Al massimo potrei aspirare a entrare in una squadra sportiva militare. Ma per ora non ho particolari ambizioni: quando mi preparo non penso a obiettivi, perché ho paura di starci male, se non li riuscissi a raggiungerli. Preferisco prepararmi bene e fare il meglio. Per questo, anche pensare alle Olimpiadi, ora sarebbe una cosa buttata lì». Cosa che tuttavia non la esenta dalle grandi fatiche quotidiane: «Mi alleno tutti i giorni non meno di due ore. Non mi pesa:quando finisce la giornata sono distrutta, ma soddisfatta del mio lavoro. E comunque penso che non tutti i miei coetanei possano aver vissuto la mia stessa gioia di salire sul podio».