Rovigo e Petrarca a voi l'Adige Cup

di Valentina Voi wPADOVA Si chiama Adige Cup, in onore del fiume che divide le due province di Padova e Rovigo. E anche le rispettive squadre di rugby, storicamente rivali ma unite da un'identica passione sportiva, che domenica giocheranno il centocinquantesimo derby al Battaglini di Rovigo. In palio per la squadra che si aggiudicherà questo e l'altro derby di campionato, c'è proprio l'Adige Cup, un trofeo creato appositamente dal maestro vetraio Giancarlo Signoretto. Ieri la coppa, ovviamente a forma di palla ovale, è stata svelata per la prima volta a palazzo Moroni alla presenza di tutta la squadra del Petrarca Rugby. «Il derby numero 150 per noi è una partita importantissima» spiega il presidente Enrico Toffano, «e insieme al Rovigo abbiamo deciso per questo nome che simboleggia l'unica cosa che ci divide. C'è una certa pressione sui ragazzi in vista di domenica e per questo abbiamo deciso di partire da qui, dal municipio di Padova, che è un po' la nostra casa. L'assessore Umberto Zampieri è il nostro primo tifoso». A testimonianza del legame tra la squadra e l'assessorato, Toffano ha donato a Zampieri una maglia del centocinquantesimo con il suo nome. Insieme alla maglia la squadra ha portato anche una targa che rimarrà al Comune per ricordare l'importante data. «Poche cose fanno nascere lo spirito di appartenenza come il derby Padova-Rovigo, spero che ci siano tanti padovani» ha commentato Zampieri ringraziando la squadra. L'Adige Cup sarà assegnata alla squadra che vince i due derby del campionato ma, in caso di pareggio, rimarrà alla squadra che l'aveva vinta l'anno precedente. Sotto la preziosa lavorazione in vetro ci sarà una base di legno dove saranno affisse le targhe celebrative anno dopo anno. Il prossimo appuntamento prima della partita di domenica (per la quale intanto si sono aperte le prevendite di biglietti) è domani. Alla sede della Guizza sarranno consegnate altre maglie celebrative. «Il centocinquantesimo derby è la nostra storia» conclude il presidente, «ma non vogliamo un'autocelebrazione esagerata. Prima bisogna vincere».