«Serve cambiare con radicalità»

Lo tsunami elettorale ha espresso con rabbia tutta la voglia di cambiamento che serpeggia nel paese. A Padova il Pd è riuscito bene o male a barcamenarsi, ma rivendicare il primato in tutti i quartieri della città sarebbe come nascondersi dietro una foglia di fico. All'orizzonte ci sono le elezioni comunali, dove giovani e volti nuovi saranno probabilmente chiamati a ricoprire un ruolo decisivo in un Partito Democratico che rischia altrimenti di essere travolto dalla valanga a 5 stelle. «Sì, ma stiamo attenti. Uno scontro generazionale non porterebbe a nulla», ammonisce il segretario organizzativo del partito, Massimo Bettin, 28 anni. «Noi abbiamo già portato una ventata d'aria nuova, basti pensare a Giulia Narduolo eletta alla Camera. Adesso occorre raccogliere la nuova sfida. Tante proposte lanciate da Grillo sono condivise anche da noi. Loro però non spiegano come metterle in pratica, noi dobbiamo farlo». Con qualche volto nuovo? «Decideranno le primarie». Ivo Rossi, erede designato da Zanonato, può essere un nome in grado di raccogliere consensi tra i giovani. Anche se la sorpresa è dietro l'angolo. «Un nostro candidato sindaco?», si interroga Paolo Tognon segretario provinciale dei Giovani Democratici. «È presto per dirlo, ma di sicuro daremo la preferenza a chi sarà in grado di raccogliere le nostre proposte. Credo che i Giovani Democratici abbiano svolto un ruolo fondamentale nella vittoria del Pd nel Comune di Padova». Altrimenti Grillo avrebbe potuto sfondare. «Noi avevamo segnalato da tempo il fenomeno grillino, e finora non si è stati in grado di capirlo e contrastarlo. Da adesso in poi occorre essere radicali nelle proposte come lo è stato il Movimento 5 Stelle. Sì, il cambiamento è necessario». Concorda Enrico Beda, segretario cittadino dei Gd: «Sarebbe sbagliato, però, concentrarsi sugli uomini e non sulle idee. Alle primarie noi appoggeremo il candidato che ci darà maggior ascolto. L'esito generale delle elezioni per la nostra coalizione è stato deprimente, ma noi giovani possiamo essere soddisfatti per quanto raccolto. Siamo proprio sicuri che i ragazzi di Padova hanno votato più Grillo che noi? La nostra forza è stata scendere in piazza, nei quartieri e tra la gente. Siamo presenti, ci conoscono. Ora abbiamo di fronte una grande occasione di cambiamento. Non sprechiamola». L'area renziana, ovviamente, è quella più arrabbiata e allo stesso tempo meno diplomatica: «Lunedì prossimo alle 21 ci sarà una riunione tra tutti i comitati padovani che hanno appoggiato Matteo Renzi», svela Marisa Galbussera, candidata non eletta alla Camera. «Analizzeremo il voto e ci proietteremo verso le prossime sfide. Spiace dirlo ma il partito è ancora legato a logiche ormai vecchie. Renzi avrebbe strappato voti a Pdl e Grillo, introducendo un ricambio che non è stato colto». E per Palazzo Moroni che si farà? «Servono facce nuove, questo è indiscutibile. A tal proposito noi appoggeremo un nostro candidato alle primarie». Stefano Volpe