Orsi, nove ore dal pm per le tangenti Agusta «La gara fu regolare»

MILANO Nove ore davanti al pm per spiegare che nella vicenda dei 12 elicotteri ceduti all'India non vi è ombra di tangenti; che le accuse che lo hanno portato in carcere ormai 16 giorni fa sono probabilmente causate dal rancore per la nomina al vertice di Finmeccanica, nonché da un corto circuito di "sentito dire" originato davanti ai pm di Napoli e ribadito a quelli di Busto Arsizio. E in tutto questo, a detta del professor Ennio Amodio, legale dell'ex ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, non si è affrontato il tema delle ventilate tangenti alla Lega Nord che il professore milanese reputa «di fatto archiviato» perché «privo di riscontri». Orsi, arrestato su ordine della magistratura di Busto, dopo essere stato interrogato dal gip, ha negato su tutta la linea la linea anche davanti al procuratore facente funzione di Busto, Eugenio Fusco. L'avvocato e Amodio ha parlato di «colloquio sereno e lungo perché sono stati fatti numerosi approfondimenti». Il legale presenterà domani istanza di scarcerazione «in quanto sono venute meno tutte le ragioni pertranttenere l'ingegner Orsi». Un punto su tutti, ha voluto chiarire il manager: «I lavori affidati a società riconducibili ad Haschke (Guido, lo svizzero americano ritenuto dall'accusa mediatore delle presunte tangenti, ndr) non avevano nulla a che vedere con la gara indiana, ma erano finalizzate a un servizio di engineering». Si trattava, in sostanza, di trasportare su supporti digitali le caratteristiche dei velivoli da vendere al Governo indiano. Le accuse nei confronti di Orsi? La tesi difensiva è nota: fu l'ad di Ansaldo Energia, Giuseppe Zampini, a supportare l'esistenza di una somma destinata ai partiti nell'affaire indiano di cui per primo aveva parlato Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica all'epoca di Pierfrancesco Guarguaglini. E Zampini era evidentemente risentito, secondo il manager arrestato, perché era papabile al ruolo di Orsi che, invece, gli fu preferito al fotofinish, a suo dire perché appoggiato dalla Lega. Il governo indiano ha intanto deciso l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta per fare luce sullo scandalo degli elicotteri Finmeccanica. La decisione è stata presa al termine di un infuocato dibattito parlamentare in cui il ministro della Difesa A.K. Antony ha minacciato di punire severamente i presunti mediatori e responsabili di corruzione nell'ambito dell'assegnazione della commessa da 750 milioni di dollari per 12 elicotteri Agusta Westland. «Non crediamo alla replica della società al Governo. Hanno negato l'intera cosa, ma non gli crediamo», ha detto Antony commentando le delucidazioni offerte alcune settimane fa da Finmeccanica su richiesta della autorità di New Delhi.