Berlusconi: subito un governo di stabilità

ROMA Berlusconi si dice pronto a garantire governabilità, partendo dalle cose da fare e non dalle alleanza. Ma si capisce che si aspetta un segnale dal Pd per fare un patto su un governo stabile. Da definire in tutto e per tutto, ma da concordare fin d'ora per dare un segnale ai mercati. Rispetto al rompicapo istituzionale, l'ex premier ha chiarito: «Nessuna forza politica responsabile può ignorare il valore della governabilità. Il 15 marzo si riuniscono le camere. I tempi delle istituzioni sono troppo lunghi e per questo vogliamo cambiarli, ma se non lanciamo prima un segnale di stabilità rischiamo di pagare un prezzo troppo alto. Spetta alle forze politiche il compito di cominciare dipanare la matassa della legislatura. Non si deve partire dalle alleanze ma dalle cose: riduzione delle spese, della pressione fiscale, conti in ordine per restare in Europa a testa alta e riforme istituzionali per rendere l'Italia una democrazia moderna». Dopodiché Berlusconi si è assunto pubblicamente tre impegni: il primo è quello di «fare ogni sforzo per rovesciare una politica di austerità senza crescita che ci ha inchiodato a una vera e propria recessione. Nessuno degli altri esponenti politici ha mai pronunciato le parole tasse, crescita e sviluppo, ma dove vivono, mi domando. Alleggerimento fiscale è l'unica via per ridare respiro alle famiglie e aumentare i consumi. Ogni futuro ragionamento deve partire da qui, è un punto irrinunciabile». Il secondo impegno è la «riforma delle istituzioni che garantisca la piena governabilità del Paese». Il terzo, infine, è la promessa di essere «personalmente in campo per far fruttare nell'interesse dell'Italia il consenso di cui sono stato destinatario. Ogni voto mi responsabilizza e mi spinge a dedicare tutto me stesso a garantire un futuro di libertà e benessere agli italiani». a garantire la governabilità partendo dalle proposte concrete, in particolar modo in relazione all'economia e alla riduzione della pressione fiscale: lo ha lanciato il leader del Pdl Silvio Berlusconi in un videomessaggio diffuso ieri sul web. «C'è una frase con cui ho iniziato la mia discesa in campo nel 1994: l'Italia è il Paese che amo ed è commovente vedere come questo sentimento sia stato ancora una volta ricambiato. Lo hanno confermato con il loro voto milioni di italiani. Vorrei abbracciarli tutti uno per uno», ha detto l'ex premier.