Si spaccia per agente sotto copertura ma è solo un pusher

Era uscito dal carcere il 15 maggio scorso nonostante la condanna a tre anni per spaccio di droga in seguito alla sospensione condizionale della pena e al ricorso in appello. Così aveva subito riallacciato i contatti con la rete di trafficanti suoi amici. Ma i carabinieri, coordinati dal pm Benedetto Roberti, non hanno mai perso di vista Alì Ahmed, 37 anni tunisino in Italia da 20 anni che, il 9 gennaio scorso, era riuscito a ottenere dall'ufficio immigrazione della questura padovana il rinnovo del permesso di soggiorno grazie a una falsa documentazione attestante il matrimonio con un'italiana. Matrimonio, in realtà, già finito con la separazione avvenuta nel 2010. L'inganno è stato smascherato e l'uomo, ai primi di febbraio, è finito in carcere per violazione della legge Bossi-Fini. Qualche giorno fa il gip Mariella Fino (sempre su richiesta del pm Roberti) ha fatto notificare ad Ahmed un'altra misura cautelare per aver comprato e venduto eroina, cocaina e marijuana e perfalse dichiarazioni sulla propria identità. Nell'interrogatorio di convalida si era spacciato per un agente sotto copertura, millantando collaborazione con varie autorità, circostanza negata dalla Direzione centrale per i servizi anti-droga. (cri.gen.)