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La lista Monti sceglie Padova, città leader per il fotovoltaico in Veneto, per parlare di energie rinnovabili. A tre settimane dalle elezioni politiche il dibattito entra nel vivo e le diverse formazioni calano a poco a poco gli assi. Nel caso Scelta Civica si punta su Giuseppe Zollino, candidato in Puglia ma docente di Tecnica ed Economia dell'Energia e di Impianti nucleari a fissione e fusione alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Padova. Il responsabile tematico di energia e ambiente di Italia Futura, che stasera sarà al teatro Goldoni di Bagnoli di Sopra alle 20.30 per parlare del futuro del Conselvano con Legambiente, parte proprio dall'esempio del fotovoltaico. «L'Italia ha impegnato 120 miliardi di euro per i prossimi 20 anni nelle incentivazioni a fondo perduto al settore fotovoltaico ma ora che gli incentivi sono drasticamente diminuiti il settore si sta sgonfiando senza lasciare niente» spiega, «finiti gli incentivi è finita anche l'industria perché si è puntato sull'ultimo pezzo della filiera». Come superare questa situazione? Con una prospettiva europea e di lungo periodo. «Noi vogliamo partecipare in maniera attiva da Bruxelles» prosegue il professore, «la Commissione Europea ha proposto una road map che arriva al 2050: sembra lontano ma le diverse tappe ci consentiranno di arrivare a quel giorno arzilli». Il nodo fondamentale è quello di investire in modo oculato. «La centrale elettrica di Porto Tolle ha già perso 300 milioni di finanziamento europeo per la realizzazione di un impianto pilota per la dimostrazione della tecnologia di cattura dell'anidride carbonica. Le pastoie burocratiche infatti hanno impedito di portare a termine la procedura di assegnazione di fondi comunitari nell'ambito del programma NER 300» continua Zollino, «in 5 anni si possono fare molte cose. Se saremo noi al governo potremo proseguire sulla strada che abbiamo iniziato oppure si può continuare a pensare che finanziando bolle speculative si vada da qualche parte». Interviene nel dibattito anche il candidato alla Camera Germano Zanini, imprenditore. «La sensibilità ambientale in Veneto è molto diffusa» spiega, «ma la nostra regione non è autosufficiente dal punto di vista energetico. Per questo è una grande sfida». Fabio Gava, candidato al Senato, porta invece la visione di una politica a più ampio raggio ricordando l'importanza di investimenti in sicurezza sismica e idrogeologica del territorio. A fare gli onori di casa il capolista per il Senato Gianpiero Dalla Zuanna. Mentre lo statistico ricorda i 50 anni dalla tragedia del Vajont come esempio di cattive prassi, l'esperto di energia accenna al nucleare. «C'è stato un referendum e ne va preso atto: non si possono costruire impianti nucleari. Ma non vuol dire che abbiamo chiuso con il nucleare, anzi. Bisogna accettare l'eredità del passato e fare i conti con i rifiuti, ad esempio quelli ospedalieri, prodotti ancora oggi. Il dibattito è su dove stoccarli». Valentina Voi