E il prof Bertolissi boccia l'Agenda Monti

di Renzo Mazzaro wPADOVA Sarà contento Mario Bertolissi, costituzionalista esimio e consulente della Regione Veneto ma quasi sempre sconfitto (purtroppo per noi) nei ricorsi davanti alla Corte suprema, motivo per il quale ha messo a punto la teoria della sconfitta come seme per la prossima vittoria. In attesa che arrivi quest'ultima, si è preso la rivincita, infilzando un rappresentante del potere centrale di passaggio. E non uno qualunque: il premier Mario Monti in persona, anzi nell'immagine che oggi lo rappresenta di più, l'Agenda. Una stoccata che non perdona, come quelle del Cirano cantato da Guccini. I programmi del premier, così autorevoli e lustri di sapere accademico, vengono cucinati a fuoco lento per 280 pagine in un libro che non potrebbe avere un titolo più neutro: «Agenda Monti, parliamone». Ma per rendere il contenuto, quel «parliamone» andrebbe letto con un'intonazione di sfida, in modo da farlo suonare più o meno come «Avanti, parliamone se avete coraggio!». Vogliamo vederli stasera, i rappresentanti di Scelta Civica, la lista di Monti, tentare l'arrampicata di sesto grado per ridare la credibilità perduta al programma del professore. Oggi il libro, scritto tra Natale e Capodanno da Bertolissi con 12 dei suoi studenti, è al centro di un dibattito nel municipio di Padova (sala Paladin) alle ore 18. Organizza ovviamente Scelta Civica, anzi per la verità Italia Futura, che è la casa madre. I candidati della lista Monti saranno presenti in forze e non è detto che non riescano a ribaltare la situazione a loro favore. Prepariamoci a una disfida culturale di quelle che non si usano più. Se non andiamo errati le ultime si sono viste ai tempi di Martin Lutero, quando gli intellettuali usavano appendere le loro tesi alle porte della cattedrale, sfidando al contraddittorio. Dopo è arrivata la tv e siamo in mano al Grande Fratello. Gli uomini del presidente Monti sono Ilaria Capua, Fabio Gava, Gianpiero Dalla Zuanna, Domenico Menorello, Elisa Gelmini. Dall'altra parte Bertolissi con i suoi pretoriani del Centro studi sulle istituzioni che ha edito il libro. La cui dedica, una frase di Kierkegaard, dice subito l'aria che tira: «La nave è in mano al cuoco di bordo. E ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta ma ciò che mangeremo domani». Forse si adattava di più al governo Berlusconi, ma quando infuria la polemica non si va per il sottile. Adoperiamo la parola polemica, perché è un moto di ribellione quello che ha fatto nascere il libro. Forse stasera Bertolissi non lo confesserà, perché il suo approccio è sempre molto inglese, ma l'ha già fatto con noi: dopo aver letto l'Agenda Monti, si è sentito salire il sangue agli occhi. E ha deciso di rispondere «in nome di ciò che rende la democrazia superiore a qualunque altra forma di organizzazione del potere: il contraddittorio». E in nome, altresì, di un collaudato insegnamento: «Amicus Plato sed magis amica veritas». Ecco alcuni stralci: «L'Agenda è un mero elenco di cose da fare, senza che mai vi sia delineato con un certa nettezza il dubbio relativo alle difficoltà che si dovranno probabilmente affrontare in sede di attuazione di tal genere di auspici». «Chi ha scritto l'»Agenda non è l'homo sapiens ma forse l'homo sentiens, perché si limita a descrivere, a narrare senza problematizzare alcunché». «Si parla di amministrazione pubblica più moderna e agile, di ridurre il carico burocratico, di identificare le 100 procedure da eliminare con priorità assoluta… Discorsi da brivido, che non fanno altro che ripetere luoghi comuni, intrisi di un ottimismo che l'esperienza si è incaricata di smentire brutalmente». «Ci si propone di riformare il sistema tributario, ma alla luce di quale teoria dello Stato? Del costituzionalismo giacobino o di quello liberale? Se la riposta è liberale, si deve sapere – e dimostrare di sapere – che il nostro costituzionalismo è giacobino». Le questioni trattate sono 12, da altrettanti giovani studiosi che indagano su attività del governo Monti, processo e giustizia, turismo, istruzione e ricerca, donne e famiglia, evasione e fedeltà fiscale, insolvenze in tempo di crisi, lobbies, liberalizzazioni, agenda digitale e prospettive future.Dirige la disfida Francesco Jori.