Pagnozzi in corsa per la poltrona di Petrucci

ROMA Storico segretario generale del Coni, forte candidato a raccogliere l'eredità di Gianni Petrucci. Raffaele Pagnozzi, detto Lello, se la vedrà con Giovanni Malagò e Simone Gambino nelle elezioni per la poltrona da massimo dirigente dello sport italiano. «La mia candidatura», spiega, «è il completamento di un percorso che viene da lontano» e a chi sostiene che lui sarebbe il vecchio che avanza, l'attuale segretario generale risponde: «una critica che non mi dà nemmeno fastidio, perché non lo ritengo un argomento valido. L'Italia sportiva si distingue a livello internazionale, a differenza di tanti altri settori in chiara ed evidente difficoltà. Il Coni attuale è un esempio di innovazione, è qualcosa che funziona. La rottamazione mal si concilia con il Coni. Perché abbiamo dimostrato che non siamo fermi. La mia convinzione è che ciò che è statico è superato. Non a caso lo sport italiano è nella top ten mondiale». Poi parla di doping: «Tutto si può dire tranne che il Coni non solo abbia ben presente il fenomeno ma lo combatte con tutte le sue forze. Difatti, i nostri organismi di antidoping sono tra i primi al mondo».Un altro obiettivo è «lo sport per tutti, l'associazionismo sportivo, rendere agevole la vita di chi fa volontariato, snellire questo mondo così ricco di generosità». Terza e ultima emergenza «Lo sport di vertice. Bisogna essere più attenti nella cura del talento, offrire ai giovani dei modelli accattivanti, confrontarsi con la tendenza del crollo delle nascite, sapere che questo fenomeno influirà nelle nuove e future generazioni di atleti».