Vita, arte e segreti di un genio Il Tiziano raccontato

Il disegno come pensiero, quale primo passo fondamentale nel processo creativo del genio: è la grande mostra "Canova. Il segno della gloria", che porta per la prima volta a Roma i disegni dello scultore, conservati nei Musei di Bassano del Grappa. Della più vasta collezione grafica del mondo, sono stati selezionati 79 fogli, allestiti da oggi al Museo di Roma-Palazzo Braschi, affiancati da tempere, modelli originali in gesso e i due busti in marmo, concessi in prestito dai Capitolini. La mostra è stata curata dalla direttrice del Museo Biblioteca Archivio di Bassano Giuliana Ericani. Gli straordinari disegni devono sottostare a un preciso e inderogabile regime di tutela, per il quale «non possono venire esposti per più di quattro mesi in un anno, dopo di che devono riposare al chiuso degli archivi per un lungo periodo». di Silva Menetto wVENEZIA È il momento di Tiziano. O meglio, lo è sempre stato, ma mai come in questi mesi l'attenzione del mondo editoriale si è concentrata sul Grande Vecchio della pittura rinascimentale veneziana. Dopo il monumentale "Epistolario" del pittore cadorino, dato alle stampe quest'estate a cura del professor Lionello Puppi, adesso è la volta di Augusto Gentili, altro grande studioso tizianesco, che ha acceso i riflettori sulla vita del grande pittore. La prima uscita pubblica della imponente monografia su Tiziano edita da 24Ore Cultura, ieri pomeriggio al Museo Correr di Venezia, all'interno del ciclo "Parole al Museo". E di parole in effetti è stato un fiume tra l'autore, docente di Ca' Foscari, e i relatori Enrico Dal Pozzolo dell'Università di Verona, Giorgio Tagliaferro dell'University of Warwick e Piero Lucchi della Biblioteca del Museo Correr. Dopo 40 anni di studi - alla soglia dei suoi settant'anni - Augusto Gentili ha raccolto in questo volume di 430 pagine (con 340 illustrazioni) tutto il suo sapere sul Tiziano coniugato alla sua vastissima cultura umanistica. Il ritratto dell'artista che ne scaturisce è quello di un pittore nuovo, che riflette e sa dibattere con gli intellettuali suoi contemporanei su temi e problemi d'attualità, tra politica e religione, tra musica e letteratura. Un pittore pronto a staccarsi da Venezia e dalle ultime signorie italiane per affrontare il rischio di una carriera internazionale. Tutta la lunghissima vita di Tiziano viene passata al setaccio con arguzia da Augusto Gentili: dalla nascita - per capire quando veramente prese in mano il pennello - agli ultimi anni, con la bottega vuota e destinatari virtuali, sino agli ultimi capolavori. L'impresa editoriale, bellissima anche dal punto di vista grafico - con un magnifico apparato iconografico e l'accompagnamento piacevole di un testo spassoso e comprensibile anche senza un dottorato di ricerca in storia dell'arte - può essere a tutti gli effetti inserita tra quelle rare "strenne natalizie" di evidente valore culturale che chiunque vorrebbe trovare sotto l'albero di Natale. Ma non basta; in questa monografia su Tiziano c'è di più. C'è il piacere di guardare le immagini capendo ciò che si guarda, la soddisfazione di sapere e conoscere le idee che furono sostrato delle opere; attraverso le parole di Gentili, i segreti di Tiziano e dei suoi numerosissimi dipinti (poco meno di 600) sono svelati e condivisi. Non un catalogo da grande mostra per la fruizione "mordi e fuggi" di un pubblico distratto dunque, ma un libro di «iconologia contestuale- dunque un saggio espanso che non insegua l'illusoria completezza della "monografia" ma raccolga tutti gli elementi disponibili della complessità tematica - (scriverlo) è impresa oggettivamente rischiosa»; è lo stesso Gentili a metterci sull'avviso, nella sua introduzione al volume. Nonostante l'enorme difficoltà di scrivere un testo su un artista che è oggetto di studi continui, Gentili riesce anche a portare nuova linfa alla critica tizianesca. «C'è il rischio delle mie esclusioni, totali o parziali. Diversi quadri restano nel catalogo corrente di Tiziano per pigrizia e abitudine, oppure per non offendere qualche potente museo proprietario: a volte sono quadri importanti, ma di altri pittori; a volte sono quadri imbarazzanti, lontanissime finanche dal Tiziano più distratto e disimpegnato; a volte sono imitazioni (o falsi) di variabile livello. Molti li discuto; altri non li ho dimenticati ma li lascio intenzionalmente e tranquillamente fuori». Beata sincerità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA